SKUGGSJÁ – Skuggsjá

Pubblicato il 15/03/2016 da
voto
7.5
  • Band: SKUGGSJÁ
  • Durata: 01:00:12
  • Disponibile dal: 11/03/2016
  • Etichetta: Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

Quando si parla del metal estremo norvegese, si sottolinea sempre, giustamente, il profondo legame col territorio d’origine, il decisivo influsso offerto dall’ambiente naturale e culturale dello stato scandinavo sui prodotti artistici provenienti da queste lande. Nel caso del progetto “Skuggsjá”, tutto ciò diviene ancora più significativo, la colonna portante di un’opera unica, destinata ad esserlo anche in futuro per la particolarità della situazione che l’ha generata e le tematiche ad essa connesse. “Skuggsjá” in linguaggio norreno avrebbe il significato di ‘specchio’, oppure ‘riflessione’. Difatti, questo disco altro non è che un modo per specchiarsi nella storia norvegese, indagare il ruolo avuto dalla musica nei secoli, ripercorrere l’evoluzione di un popolo fino a tramutarsi in nazione nel 1814, precisamente il 17 maggio, con la firma della costituzione norvegese a Eidsvoll. Duecento anni più tardi, a Ivar Bjørnson e Einar Selvik arriva la richiesta di creare dal nulla una composizione celebrativa di tale evento, da suonarsi durante l’Eidsivablot  Festival, previsto proprio a Eidsvoll il 13 settembre 2014. Enslaved e Wardruna si occupano degli arrangiamenti e, successivamente a quella performance, nella testa di chi l’ha scritta germoglia l’idea di dare una forma duratura a quell’inafferrabile momento. D’altronde, gli album in studio non sono altro che un modo per fermare l’emozione degli attimi sfuggenti vissuti durante i concerti. Prosegue allora la collaborazione tra due delle più fervide menti creative sfornate dalla terra dei fiordi negli ultimi vent’anni, l’uno compositore per i visionari progressive extreme metaller Enslaved, l’altro per i folk heroes Wardruna, balzati agli onori delle cronache fuori dal contesto metal per aver messo mano alla soundtrack della popolare serie televisiva “Vikings”. “Skuggsjá” getta un ponte solidissimo fra la musica tradizionale e il moderno heavy metal, ribadendo quanto della prima sia confluito felicemente nella seconda e come entrambe possano non solo viaggiare assieme, ma addirittura consacrarsi in un patto d’acciaio, legno e spiritualità dove gli elementi antichi e contemporanei sono praticamente inscindibili. Volendo per forza incasellare la proposta di Skuggsjá in un sottogenere, andremmo sicuri a riferirvi dell’appartenenza al folk/viking metal, imprinting di partenza di Bjørnson e Selvik, amore mai sfumato e costituente le fondamenta di due carriere che hanno preso strade interessanti e molto articolate. Ampissimo il numero di strumenti folcloristici utilizzati, comprensivi di lira, flauto, arpe, strumenti a corda e fiato in molti casi difficili da individuare nel nostro immaginario o sui quali è realmente complicato scovare informazioni certe sulla loro forma e utilizzo. Gli arrangiamenti, appannaggio in misura preponderante di Selvik, esplorano sensazioni uniche, anche i più esperti conoscitori di folk e viking metal saranno spesso sorpresi dei dialoghi strumentali qui presenti, che ci lasciano in preda a sentimenti di meraviglia ed estasi e squarciano il velo sulla vita e le usanze di ere storiche irrimediabilmente trascorse. In questo quadro, la componente metal funge generalmente da supporto, cucitura, regalando meno in termini creativi del gigantesco apparato folcloristico, ma compensando tali mancanze con forza d’animo e funzionalità alle canzoni. Dove il disco prende formidabile slancio è nei cori e nelle armonie vocali, nei pezzi adibite ora a fulcro dell’azione, ora a rinfrancante sottofondo e richiamo alla pace dei sensi e all’evocazione di immagini rare e solo a tratti ben definite. Fra queste epiche tessiture, è forte il richiamo ai Bathory di “Hammerheart” e “Twilight Of The Gods”, riletti in un’ottica di rasserenamento e compiacimento della bellezza circostante e interiore. Una lunga e vibrante ode, “Skuggsjá”, nella quale la divisione in tracce vuole essere un semplice espediente per una più facile fruizione, perché se guardiamo allo sviluppo del disco nella sua interezza non possiamo che valutarlo come un blocco unico, che vive di cicli e rimandi, nenie capaci di incastonarsi nella nostra mente e allargarci il cuore. Manca quel minimo di ardore negli spunti metallici che avrebbe potuto traghettare l’album su livelli memorabili, ma anche in questa forma “Skuggsjá” sa donare vibrazioni davvero notevoli. I fan di Enslaved, Wardruna e sonorità simili ne andranno matti.

TRACKLIST

  1. Intro: Ull Kjem
  2. Skuggsjá
  3. Makta Og Vanæra, For All Tid
  4. Tore Hund
  5. Rop Fra Røynda - Mælt Fra Minne
  6. Skuggeslåtten
  7. Kvervandi
  8. Vitkispá
  9. Bøn Om Ending, Bøn Om Byrjing
  10. Outro: Ull Gjek
3 commenti
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