6.0
- Band: SKYLARK
- Durata: 00:53:09
- Disponibile dal: 03/07/2007
- Etichetta:
- Underground Symphony
- Distributore: Audioglobe
Spotify:
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Con “The Last Gate” gli Skylark si apprestano a chiudere il cerchio riguardante la saga del Guerriero Bianco e della Principessa della Neve, storia che ha portato notevole fortuna al quartetto lombardo, soprattutto per quanto riguarda il mercato giapponese, come conferma questa release, schizzata dopo poche settimane in vetta alle classifiche nipponiche accanto a mostri come Bon Jovi e Dream Theater. Musicalmente parlando “The Last Gate” prosegue con logica coerenza il discorso power-sinfonico dei precedenti dischi inerenti alla saga “Divine Gates”, mettendo in risalto soprattutto la componente melodica; in questo senso appare evidente come vocals, tastiere e in parte chitarre siano sempre in primo piano, riuscendo a smussare con facilità il lato più heavy di una sezione ritmica spesso in up-tempo con doppia cassa a tutta velocità. Ascoltando canzoni come “The Scream” o “All Is Wrong” si ha quasi la sensazione che la sezione ritmica viaggi su una lunghezza d’onda differente rispetto alla parte melodica, caratteristica, questa, piuttosto comune nel power metal, ma resa dagli Skylark ancor più marcata nel mixaggio finale. Con l’avvento dietro al microfono della bella singer Kiara nel 2004, gli Skylark hanno senza dubbio perso un po’ di incisività, ma allo stesso tempo ne ha giovato la personalità del gruppo. A prescindere dai gusti, infatti, Kiara possiede una timbrica pop-rock, angelica, incentrata sulle tonalità medie che ben si sposa con le tematiche fantasy della band, riuscendo in “Dying Inside” ad evocare le atmosfere eroiche dei cartoni animati o a contaminare in “Soul Of The Warrior” il classico power barocco con melodie tipiche della musica leggera italiana. Riscontriamo nell’ottavo capitolo di Eddy Antonini e soci qualche calo di tensione nelle song “Time” e “A Story Not To Tell” dettato soprattutto da linee vocali poco prensili o avvincenti, per il resto possiamo consigliare “The Last Gate” a tutti gli amanti del power metal più zuccheroso e fiabesco, con un’occhiata d’obbligo alla carta d’identità.
