SLÆGT – Goddess

Pubblicato il 17/03/2022 da
voto
7.5
  • Band: SLÆGT
  • Durata: 00:40:10
  • Disponibile dal: 18/03/2022
  • Etichetta:
  • Century Media Records

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Eravamo sicuri che avremmo ancora sentito il nome degli Slægt, che ci avevano particolarmente colpito all’epoca del loro ultimo album, “The Wheel”. Questa formazione danese aveva confezionato un pregevole esempio di fusione tra sonorità classiche e black metal, con risultati vicini a quanto fatto dagli svedesi Tribulation: oscura e melodica al tempo stesso, la loro musica volgeva lo sguardo ad un passato senza tempo, dipingendo paesaggi occulti, fieri ed arcani come quel ‘lignaggio’ che è la traduzione stessa del loro nome. Sono passati più di tre anni da allora, ma gli Slægt hanno sfruttato bene questo tempo, in primo luogo accaparrandosi un contratto con Century Media e, soprattutto, lavorando per dare un degno successore a “The Wheel”. “Goddess” è un lavoro che porta avanti lo stile della band, mutuandone le qualità con l’obiettivo di affinare quanto avevamo apprezzato nel precedente album, lavorando poi di fino per rendere la proposta più profonda e raffinata. L’apertura è affidata a “Deceived By An Amethyst”, un brano che detta in maniera netta le coordinate sonore dell’album: ancora una volta le chitarre giocano un ruolo centrale, riuscendo a costruire riff entusiasmanti e battaglieri, mentre la voce gutturale di Asrok ringhia minacciosa e tuttavia sotto controllo. La furia si scatena subito dopo con “Kiss Of A Knife”, che sembra recuperare le radici black metal degli esordi, ma è con la successiva “Hunt Again” che la band centra perfettamente l’obiettivo: tagliente e feroce, la musica del quartetto si fa selvatica e feroce, riuscendo perfettamente a ricreare l’atmosfera adrenalinica e primordiale della caccia. “Fealty, Thunder Whip”, pur senza raggiungere le medesime vette, convince con i suoi riff spavaldi e il suo incedere guerresco, ma è sul finale che la band firma il suo capolavoro, con la titletrack “Goddess”. Con i suoi undici minuti di durata, questa maestosa composizione raccoglie il meglio della musica degli Slægt: la proposta del gruppo si fa ancora più sfaccettata e profonda, i quattro utilizzano al meglio il loro linguaggio musicale, inserendo mirabili passaggi strumentali, assoli sempre ben dosati e funzionali alla canzone ed intrecci di sonorità elettriche ed acustiche. L’album nella sua completezza sfiora di poco i quaranta minuti: una scelta apprezzabile vista la durata media delle canzoni piuttosto elevata, che rende possibile concentrarsi su poche composizioni, valorizzandone le sfumature in un album altrimenti molto compatto per sonorità ed atmosfere. Un altro capitolo degno di nota nella discografia degli Slægt, che forse non riesce a raggiungere lo slancio e l’ispirazione del suo predecessore, ma che resta assolutamente coerente nel percorso di una band che continua a mantenersi su ottimi livelli.

TRACKLIST

  1. Deceived By An Amethyst
  2. Kiss From A Knife
  3. Hunt Again
  4. Fealty, Thunder Whip
  5. Stabat Bloody Stabat
  6. Goddess
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