SLÆGT – The Wheel

Pubblicato il 09/10/2018 da
voto
8.0
  • Band: SLÆGT
  • Durata: 00:41:56
  • Disponibile dal: 05/10/2018
  • Etichetta: Van Records
  • Distributore: Audioglobe

Dopo il buon riscontro ottenuto dai primi due dischi, gli Slægt devono oggi confermare e consolidare quanto di buono messo in atto finora. Nati inizialmente come una realtà black metal, la band danese ha ben presto ampliato il proprio spettro di influenze, soprattutto nel precedente “Domus Mysterium”. In un panorama dove è sempre più difficile andare a proporre qualcosa di nuovo, gli Slægt optano per l’equilibrio tra le loro molte anime, andando a creare un mix che riesce ad essere allo stesso tempo tradizionale e personale. Al black metal delle origini, infatti, la band affianca l’heavy metal classico, la N.W.O.B.H.M., una vena epica e guerresca e un grande lavoro di scrittura e arrangiamento. L’ascolto di “The Wheel” riporta alla mente tanto i Dissection quanto gli Iron Maiden, in un percorso di contaminazione che ci ha ricordato quanto fatto recentemente anche dai tedeschi Lunar Shadow.
La pura e semplice mescolanza di generi ed influenze, tuttavia, non sarebbe sufficiente di per sè a costruire un lavoro della caratura di “The Wheel”, che, per fortuna, scongiura con forza il rischio di suonare come un patchwork di stili lontani tra loro. Questo è reso possibile, come dicevamo, dalla egregia qualità delle composizioni e da un attento lavoro di arrangiamento, che permette di valorizzare le influenze della band senza mai esserne soverchiata. Gli strumentisti prendono in mano la tradizione che li ha portati a forgiare il loro sound e la lavorano con la cura e l’attenzione di chi ha perfettamente a fuoco i propri obiettivi e i propri mezzi: le canzoni, sette per poco più di quaranta minuti di durata, si prendono il giusto tempo per evolversi e respirare, favorendo il dialogo degli strumenti, tessendo trame e ricreando atmosfere dal sapore antico. Particolarmente efficaci le chitarre che risultano degne di attenzione in ogni circostanza, regalandoci anche numerosi assoli che colpiscono non tanto per la perizia tecnica, quanto più per gusto e stile. Allo stesso modo, anche il cantato di Asrok si innesta perfettamente nei colori e nelle sensazioni evocate dalla musica: pur evitando il registro pulito, infatti, non eccede mai nello screaming più estremo, inserendosi con efficacia in un contesto melodico perfettamente bilanciato.
Difficile andare a porre un accento specifico su un brano piuttosto che un altro: la qualità media è assolutamente degna di attenzione e i quaranta minuti di durata non mostrano segni di cedimento. Ci fa piacere, comunque, sottolineare qualche episodio particolarmente riuscito, a partire dall’iniziale “Being Born (Is Going Blind)”, a nostro parere il perfetto biglietto da visita di quanto espresso finora; la splendida “Masician”, ottimo esempio di come si possa tributare con intelligenza e personalità lo stile degli Iron Maiden senza ridursi alla pura e semplice emulazione; e “Gauntlet Of Lovers”, altro fulgido esempio di scrittura che si pone tra i vertici dell’album. Forse non avremo a che fare con la ‘next big thing’ capace di riempire le arene e i palazzetti, ma senza dubbio formazioni come gli Slægt portano linfa e vitalità ad un genere che trova il suo nutrimento anche grazie a lavori come questo.

TRACKLIST

  1. Being Born (Is Going Blind)
  2. Masician
  3. Perfume And Steel
  4. Citrinitas
  5. V.W.A
  6. Gauntlet of Lovers
  7. The Wheel
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