7.5
- Band: SLEEPING PULSE
- Durata: 00:47:43
- Disponibile dal: 05/06/2026
- Etichetta:
- Prophecy Productions
È passato molto tempo dal debutto di quella che già allora era sembrata una strana creatura musicale che risponde al nome di Sleeping Pulse, che altro non è che il duo composto dal cantante degli Antimatter Mick Moss e dal chitarrista portoghese Luís Fazendeiro (con una carriera nei Painted Black).
Correva l’anno 2014 quando “Under The Same Sky” veniva pubblicato e andava a prendersi la propria fetta di mercato, visto anche il numeroso seguito dei fan di quegli anni degli Antimatter (erano da poco usciti ottimi lavori come “Fear Of A Unique Identity” e la pietra d’angolo della loro discografia, quel “Leaving Eden” con cui si erano proclamati “la band più triste del pianeta”) e abbracciando ancora più gli ascoltatori volti a farsi cullare dalle melodie malinconiche lusitane.
Quest’anno è finalmente arrivato il momento di dare un successore al loro debutto e “Dreams & Limitations” elabora ancora di più le tematiche sviluppate precedentemente dagli Sleeping Pulse (ma anche dagli Antimatter), ovverosia provare a rimanere positivi e propositivi nonostante le perdite personali e le sofferenze, fronteggiando quello stato di spleen ben spiegato da Baudelaire. Questi argomenti vengono supportati da una commistione di doom cadenzato e slanci ariosi di post-rock, nell’accezione più emozionale del genere, ma risultano in questo caso solo echi lontane, perché siamo molto distanti da sonorità ruvide.
Dopo un’introduzione musicale, in “Rise” ci confrontiamo subito con riff dal forte sapore southern rock e la voce calda di Moss che, in qualche maniera, tra il cantato e il timbro, ricorda i fasti del grunge di Vedder e soci, oltre a richiamare la vicinanza di carriera musicale degli Anathema, indiscussi fari dell’alternative. Anche nelle tracce successive troviamo la carica scandita dal batterista Marcelo Aires e il tocco folk del flauto di Samuel Silva, che ci abbraccia durante l’ascolto della lunga e profonda “Extrasolar”.
Il succedersi dei pezzi degli Sleeping Pulse è quindi un approfondimento su tematiche personali, riflessioni sulla giovinezza e su cosa porta con sé, come per esempio in “When I Am Young”, pezzo conclusivo dolceamaro. La parte musicale vede contrapposti momenti più rock, altri più progressive con intrecci folk, chitarra e voce e momenti in crescendo, dove la chitarra dello stesso Moss tesse arpeggi e assoli vibranti. Tra le partecipazioni, trova invece spazio il duetto con la cantautrice Jenny O’Connor in “The Butterfly Collector”, uno dei brani più riusciti grazie all’inserimento nelle melodie del flauto e del violino ed anche all’enfasi narrativa.
Tra malinconia e speranza, questo “Dreams & Limitations” è un valido punto fermo nella minima discografia degli Sleeping Pulse; un disco poetico senza picchi, un incontro tra un animo rock e uno sguardo più riflessivo e melodico, che porta a tracce calibrate, dove l’emozione maggiore è quella trasmessa dalla voce di Moss. Infatti, musicalmente le sonorità, con questa miscela di generi e di sensazioni, sono il giusto substrato per le tematiche affrontate, eppure non riescono a segnare indelebilmente la corteccia di chi ascolta. Per stavolta, peccato.
