SLEEPING PULSE – Under The Same Sky

Pubblicato il 17/01/2015 da
voto
7.0
  • Band: SLEEPING PULSE
  • Durata: 00:55:00
  • Disponibile dal: 31/10/2014
  • Etichetta:
  • Prophecy Productions
  • Distributore: Audioglobe

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Michael ‘Mick’ Moss, ben noto per la sua militanza negli Antimatter, e Luis Fazendeiro, non altrettanto noto per la propria carriera con i Painted Black, uniscono forze, ispirazioni e speranze in un nuovo progetto musicale, gli Sleeping Pulse, esordienti, ovviamente, con questo “Under The Same Sky”. Il duo anglo-portoghese, di stanza a Liverpool e Lisbona, non propone naturalmente heavy metal tout-court, bensì un rock alternativo di matrice progressiva e intimista, condito da dosi contenute di elettronica e da una quantità notevole di classe compositiva. Moss e Fazendeiro si sono divisi i compiti in maniera chiara, con l’inglese che, a discapito della sua verve da songwriter puro, ha lasciato spazio pieno al compare, occupandosi esclusivamente delle lyrics e delle linee vocali; l’iberico, da parte sua, chitarrista e compositore nei Painted Black, si è sobbarcato tutto il processo di scrittura dei brani, ottenendo così un lotto di canzoni piuttosto valide e sicuramente ben composte, soprattutto cariche di ottimi e distintivi arrangiamenti, denotanti l’elevata profondità del progetto Sleeping Pulse. La tracklist, infatti, è accattivante e molto piacevole, oltre che varia e cangiante: si spazia da ballate placide e atmosferiche (“The Blind Lead The Blind”, la breve title-track finale) a tipici crescendo emozionali (“Gagging Order”, “Parasite”), fino a lambire campi musicali altrui, come nel caso di “Painted Rust”, chiaramente Depechemodiana, “Noose”, con decisi sentori post-grunge à la Nickelback, oppure “Foreign Body”, che a chi scrive ha ricordato le atmosfere di “One Second” dei Paradise Lost. Chiaramente non si possono dimenticare, all’appello, gli ultimi Anathema, maestri assoluti del rock alternativo-introspettivo di classe, che qua e là rimbalzano negli echi delle melodie, vocali e chitarristiche, del combo qui recensito. Un’opera prima, quindi, che colpisce per intensità e profondità emozionale, ma che deve scrollarsi di dosso qualche evidente influenza non ancora ben dissimulata in uno spettro musicale completamente originale e personale. Disco valido, comunque, che merita la vostra attenzione ed un vostro eventuale apprezzamento.

TRACKLIST

  1. Parasite
  2. Gagging Order
  3. Backfire
  4. The Puppeteer
  5. Foreign Body
  6. The Blind Lead The Blind
  7. Painted Rust
  8. Noose
  9. War
  10. Under The Same Sky
2 commenti
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