7.0
- Band: SLEEPING PULSE
- Durata: 00:55:00
- Disponibile dal: 31/10/2014
- Etichetta:
- Prophecy Productions
- Distributore: Audioglobe
Michael ‘Mick’ Moss, ben noto per la sua militanza negli Antimatter, e Luis Fazendeiro, non altrettanto noto per la propria carriera con i Painted Black, uniscono forze, ispirazioni e speranze in un nuovo progetto musicale, gli Sleeping Pulse, esordienti, ovviamente, con questo “Under The Same Sky”. Il duo anglo-portoghese, di stanza a Liverpool e Lisbona, non propone naturalmente heavy metal tout-court, bensì un rock alternativo di matrice progressiva e intimista, condito da dosi contenute di elettronica e da una quantità notevole di classe compositiva. Moss e Fazendeiro si sono divisi i compiti in maniera chiara, con l’inglese che, a discapito della sua verve da songwriter puro, ha lasciato spazio pieno al compare, occupandosi esclusivamente delle lyrics e delle linee vocali; l’iberico, da parte sua, chitarrista e compositore nei Painted Black, si è sobbarcato tutto il processo di scrittura dei brani, ottenendo così un lotto di canzoni piuttosto valide e sicuramente ben composte, soprattutto cariche di ottimi e distintivi arrangiamenti, denotanti l’elevata profondità del progetto Sleeping Pulse. La tracklist, infatti, è accattivante e molto piacevole, oltre che varia e cangiante: si spazia da ballate placide e atmosferiche (“The Blind Lead The Blind”, la breve title-track finale) a tipici crescendo emozionali (“Gagging Order”, “Parasite”), fino a lambire campi musicali altrui, come nel caso di “Painted Rust”, chiaramente Depechemodiana, “Noose”, con decisi sentori post-grunge à la Nickelback, oppure “Foreign Body”, che a chi scrive ha ricordato le atmosfere di “One Second” dei Paradise Lost. Chiaramente non si possono dimenticare, all’appello, gli ultimi Anathema, maestri assoluti del rock alternativo-introspettivo di classe, che qua e là rimbalzano negli echi delle melodie, vocali e chitarristiche, del combo qui recensito. Un’opera prima, quindi, che colpisce per intensità e profondità emozionale, ma che deve scrollarsi di dosso qualche evidente influenza non ancora ben dissimulata in uno spettro musicale completamente originale e personale. Disco valido, comunque, che merita la vostra attenzione ed un vostro eventuale apprezzamento.
