SLIFT – Fantasia

Pubblicato il 30/07/2026 da
voto
7.5
  • Band: SLIFT
  • Durata: 00:49:00
  • Disponibile dal: 05/06/2026
  • Etichetta:
  • Sub Pop Records

Ad appena due anni di distanza dal capolavoro “Ilion”, tornano gli Slift, la creatura di Jean e Remì Fossat, con un nuovo lavoro in studio che scombina ancora una volta le carte in tavola della loro musica psichedelica, ossessiva e con una importante componente ‘post-‘.
Un titolo semplicissimo – “Fantasia” – per un lavoro che diciamo subito essere un po’ meno ambizioso del precedente concept album, ma non per questo meno interessante e comunque su livelli altissimi, come scrittura e  come resa dei brani; inoltre, secondo album su Sub Pop Records, etichetta che riesce sempre a fare un talent scouting incredibile, esso passa innanzitutto da influenze più dichiaratamente post-metal, senza dimenticarsi degli amati synth ben conosciuti nel disco precedente, come si sente subito dalla traccia eponima del disco.

Gli otto minuti iniziali contengono dunque tutto quello per cui abbiamo amato il disco precedente, in un certo senso tornando alle sonorità di “Ummon”, per alcune cose, ma evolvendosi ulteriormente per via della trama caleidoscopica intessuta soprattutto dai synth, mentre Jean Fossat e la sua voce al vetriolo ci conducono lentamente nell’apertura di questo ennesimo lavoro.
Da qui in poi, ogni traccia sembrerà una variazione sul tema iniziato con la title-track: “Corrupted Sky”, con le sue influenze post- e quasi nu metal specialmente nella voce e in alcune parti di chitarra, ci trascina in mondi sconosciuti pieni di fuzz e distorsione, con un assolo memorabile. Alla batteria c’è, come sempre, Canek Flores, che completa il trio: il musicista introduce il brano poc’anzi citato con dei delicatissimi colpi di bacchetta e conduce il gioco anche nelle successive “The Village” e “A Storm Of Wings”, ripetendo lo schema sempre caro al trio di Tolosa.

La somma ossessiva e continuativa di un tema portato ed espanso verso lidi interstellari di una vastità incalcolabile è onnipresente, anche se, forse, la seconda delle ultime due canzoni citate è quella che più si avvicina allo stile di “Ummon”, facendoci tornare per un attimo a quella piccola band che si era appena esibita alla KEXP Radio di Washington.
Ciò che alla formazione riesce sempre bene è, poi, quella di aggiungere anche una vena quasi epica ai suoi dischi, come fanno “Orbit Tertius” e la successiva “Waiting Man”. Qui i passaggi più space e meno duri giocano un ruolo fondamentale, fra arpeggi e la sensazione di trovarsi su un lontano pianeta desertico, mentre la durissima “The Day Of Execution” ci riporta su lidi decisamente più metal con il suo incedere arrabbiatissimo e più vicino agli inizi della band.
A chiudere il lavoro, la spaziale “Secret Mirror”,  crasi delle varie influenze sentite negli ultimi brani del disco, fra cavalcate di basso e batteria e riprese della chitarra amplificate a dismisura, contribuendo a creare quel senso cosmico a cui la mitologia elettrica degli Slift ci ha abituati.

Insomma: “Fantasia” non sarà stupefacente come fu “Ilion”, ma è l’ennesimo tassello nel percorso di una band che fino ad ora non ha mai sbagliato un colpo, costruendo un sound proprio e vero al posto di inseguire mode e stili.
Il viaggio interstellare del trio di Tolosa continua, mentre noi passeggeri non possiamo che ammirare tutti i pianeti fantastici dove la loro astronave ci sta portando.

TRACKLIST

  1. Fantasia
  2. Corrupted Sky
  3. The Village
  4. A Storm of Wings
  5. Orbis Tertius
  6. Waiting Man
  7. The Day of Execution
  8. Secret Mirror
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