SLIPKNOT – All Hope Is Gone

Pubblicato il 26/08/2008 da
voto
8.0
  • Band: SLIPKNOT
  • Durata: 00:57:44
  • Disponibile dal: 29/08/2008
  • Etichetta: Roadrunner Records
  • Distributore: Warner Bros

Il quarto album degli Slipknot doveva essere enorme. Per forza enorme. Dopo una preview devastante e un singolo azzeccato (la title track e “Psychosocial”) i nove dell’Iowa, restando fedeli alle origini, sopravvivendo a loro stessi come fenomeno horror nu metal e diventando smisurate icone della musica heavy, riescono ancora a stupire. Riunitisi dalle ceneri di innumerevoli progetti paralleli, in gran parte trascurabili, i mascherati hanno composto nel silenzio l’album più vario della loro discografia, calcando su contrasti grotteschi quanto la loro rinnovata apparenza e sfoggiando una carrellata di influenze individuali che arricchiscono “All Hope Is Gone” fino all’obesità. La vena melodica che permea l’intero lavoro è palpabile, e dona smalto alla versatile ugola di Corey Taylor, reminescente del passato recente negli Stone Sour (“Dead Memories”, “Snuff”), riconoscente alle influenze assimilate (Jon Davis in “Gehenna” e Scott Weiland in “Werein Lies Continue”) e in generale splendente nel trademark acquisito. La controparte chitarristica risponde allo stesso modo citando il death americano (“Vendetta”), la poliritmia psicotica dei Meshuggah (“Butcher’s Hook”) e la sfumatura più tossicodipendente e metal del grunge (gli Alice In Chains nella già citata “Gehenna”), permettendosi di aggiungere assoli taglienti e mai invadenti, e mantenendo per tutto il disco le composizioni in territori decisamente heavy. Pur sacrificando il delirio percussivo in favore di una forma-canzone ben delineata, il capitolo quarto degli Slipknot è infarcito di scratch e campioni e della abilità, sempre sopra le righe, del miglior musicista del combo, quel funambolico Joey Jordison splendente nel sottolineare ogni variazione umorale. Inutile rimarcare infine che il tutto è godibile grazie alla produzione colossale ad opera di Dave Fortman, che marchia un nuovo picco da raggiungere (di certo nessuno si aspettava un tom scordato come effetto novità). Non è da tutti integrare pesantezza, innovazione e mercificazione, mantere una intensità spaccaossa e una modernità ficcante, oltre, sopra a tutto questo, a sopportare tensioni interne giusfificate da risultati imponenti. Il mostro a nove teste esce dalla tana più vigoroso che mai, sputando una creatura imperdibile per ogni fan del metal moderno, destinata a segnare, nel bene e nel male,questo 2008 negli annali.

TRACKLIST

  1. .execute.
  2. Gematria (The Killing Name)
  3. Sulfur
  4. Psychosocial
  5. Dead Memories
  6. Vendetta
  7. Butcher's Hook
  8. Gehenna
  9. This Cold Black
  10. Wherein Lies Continue
  11. Snuff
  12. All Hope Is Gone
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