SLOUGH FEG – Ape Uprising

Pubblicato il 19/05/2009 da
voto
7.5
  • Band: SLOUGH FEG
  • Durata: 00:37:33
  • Disponibile dal: 08/05/2009
  • Etichetta: Cruz Del Sur Music
  • Distributore: Audioglobe

Mike Scalzi è un grande. E’ un grande perché nell’arco di quasi vent’anni  ha composto sette dischi fregandosene altamente del loro appeal commerciale. Mike ha sempre puntato a scrivere e pubblicare ciò che piace  a lui, rimanendo fedele alla propria causa anche quando si è trattato di dare alle stampe album con copertine abbastanza insolite (guardate questa…), pezzi con titoli curiosi e che possono durare dieci minuti o al contrario tre scarsi, apparendo quasi tronchi ad un primo ascolto. Poco importa dunque se gli Slough Feg sono oggi un gruppo così distante dalle masse e apprezzato da una schiera ristretta di cultori: il loro metal, oggi dalle tinte particolarmente settantiane e influenzato da Thin Lizzy, Iron Maiden e Manilla Road, ha un suo preciso marchio di fabbrica. Il nuovo “Ape Uprising" prosegue fieramente  su questa strada, con otto brani tanto classici e retrò quanto ispirati e originali non solo nella musica ma anche nei testi riflessivi e velati di sarcasmo. Il disco si apre con “The Hunchback Of Notre Doom” il brano più ostico e meno orecchiabile del lavoro, con la voce inconfondibile di Mike che si staglia su delle ritmiche dilatate, pesanti, sabbathiane e doom come il titolo stesso indica. Più accessibile e sostenuta la successiva “Overborne”, dove le chitarre iniziano ad esprimere il tipico trademark del gruppo, con cavalcate e parecchie incursioni soliste. La brevità del pezzo lo fa sembrare quasi un’intro per la successiva titletrack, un brano di ben dieci minuti, epico, variegato e imprevedibile che con i suoi numerosi cambi di tempo rappresenta l’apice compositivo del disco. Più hard rock anni settanta è “Simian Manifesto”, mentre con la più melodica  e breve“White Cousin” il gruppo tocca un altro punto di massimo grazie ad un ritornello semiacustico dalla bella linea vocale, che valorizza l’espressività del singer. Anche qui i  giri melodici e le armonizzazioni delle chitarre trovano molto spazio. Anche la produzione è dannatamente retrò e quindi in linea con la filosofia del gruppo. “Ape Uprising" è dunque un album non adatto a tutti i palati ma che grazie alla sua vena creativa non certo comune e distante dai cliché ultra-abusati, si pone tra le uscite più interessanti di questi primi mesi del 2009 in ambito classic.

TRACKLIST

  1. The Hunchback Of Notre Doom
  2. Overborne
  3. Ape Uprising
  4. Simian Manifesto
  5. Shakedown At The Six
  6. White Cousin
  7. Ape Outro
  8. Nasty Hero
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