SLOW – VI – Dantalion

Pubblicato il 19/11/2019 da
voto
7.5
  • Band: SLOW
  • Durata: 01:18:17
  • Disponibile dal: 08/11/2019
  • Etichetta: Code666
  • Distributore: Audioglobe

La saga musicale degli Slow si arricchisce di un nuovo capitolo che, come di consueto, cerca di caratterizzarsi per un’atmosfera sensibilmente diversa da quella dei precedenti. Se l’apprezzato “V – Oceans” immortalava la discesa della formazione belga nelle scure acque di un mare in tempesta, in maniera non troppo dissimile dagli Ahab dei primi dischi, “VI – Dantalion” risuona come l’eco di un grido dalle viscere della terra; un distillato di funeral doom e ambient ora gravoso e asprissimo, ora incorporeo e nostalgico, all’interno del quale i ritmi che solitamente scandiscono la vita di un organismo si affievoliscono di pari passo all’avanzare delle tenebre della tracklist, fino a scomparire.
Nessuna concessione a trame sonore che, sulla carta, potrebbero aprire una breccia nell’insormontabile mix di Evoken, Shape of Despair e Mournful Congregation evocato a partire dall’intro “Descente”, nessuna luce in fondo al tunnel; anche quando il progetto del mastermind Déhà abbandona la distorsione dell’elettricità per sovrapporre strati di synth o insistere su parentesi acustiche (vedasi la soffusa “Elégie”) il senso di afflizione che ne accompagna le note risulta immutabile, nell’ottica di un lungo pellegrinaggio attraverso le sonorità più dolenti dello spettro metal.
Con sette brani per quasi ottanta minuti di musica, “Dantalion” è sicuramente l’opera più ostica partorita da questa piccola realtà dell’underground europeo, eppure – al netto del formato monstre – non sacrifica nulla in termini di magnetismo e carica visionaria, giocando di sfumature e di pieni/vuoti sensoriali per evitare quelle spirali di downtempo fini a sé stesse tipiche del filone. Insomma, il quadro generale è, se possibile, ancora più cupo rispetto al passato, ma la capacità degli Slow di irretire con pochi, misurati riff è quella di sempre, per un disco che ci auguriamo non paghi troppo il confronto con le ultime imprese firmate Esoteric e Profetus. Approcciatelo al buio e lasciatevi semplicemente investire dal suo carico di tristezza.

TRACKLIST

  1. Descente
  2. Lueur
  3. Géhenne
  4. Futilité
  5. Lacune
  6. Incendiaire
  7. Elégie
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