voto
7.0
7.0
- Band: SLOWMOTION APOCALYPSE
- Durata: 00:30:00
- Disponibile dal: 12/10/2009
- Etichetta:
- Scarlet Records
- Distributore: Audioglobe
Succede da qualche anno di trovarsi di fronte ai “dischi di svolta” di alcuni gruppi che sino a qualche anno fa erano fieri portavoce della scena thrash-death. Quasi ovvio pensare ai The Haunted di “The Dead Eye”, ai Soilwork, oppure agli Hatesphere di “Serpent Smiles…”. Oggi è invece la volta dei nostrani Slowmotion Apocalypse, con esiti che, sebbene meno spiazzanti, denotano comunque un certo cambiamento. Sul nuovo “Mothra”, la matrice del gruppo è rimasta tutto sommato invariata, ma una rinnovata cura nei suoni e negli arrangiamenti, nonchè l’inclusione di una piccola serie di aperture ad altri generi, hanno dato al disco un respiro più ampio, tale da rendere un po’ riduttiva la semplice definizione di “album thrash-death”. Per capirlo non c’è bisogno di aspettare granchè: la prova, immediata, è nella traccia di apertura, “Caterpillar”, in cui un paio di vorticose impennate strumentali e una vaga atmosfera alienata portano alla mente certe realtà della scena hardcore-metal di Boston (Converge e The Red Chord su tutte) o anche i connazionali The Secret. Citazioni il più delle volte brevissime, quasi allusioni, ma utili a rendere la proposta del quintetto più varia e imprevedibile. Proposta che, nella parte centrale dell’album, torna in vero a farsi muscolosa e quadrata, offrendo quindi delle tracce maggiormente vicine al thrash-death del debut e di “Obsidian”. Una parentesi tutto sommato un po’ scontata, che però si rivela essere il preambolo a un finale all’insegna della pura sperimentazione per gli Slowmotion Apocalypse: in “Gamera Part. 2” e “Haiku” il solito riffing affilato della band lascia infatti il campo a trame lente e dal taglio post metal/hardcore. Suoni densi e atmosferici che danno vita a una conclusione tanto inaspettata quanto riuscita. Se i nostri avessero inserito soluzioni di questo tipo anche nel resto della tracklist, forse ora saremmo qui a parlare di un disco decisamente accattivante. Cosa che “Mothra” invece è solo in parte, considerata la presenza di un paio di episodi un po’ troppo “fedeli alla linea”. Sia però chiaro che il lavoro, nel complesso, è coinvolgente, quindi chi ha sempre seguito le gesta dei ragazzi non dovrebbe lasciarselo sfuggire. Dal canto nostro, ci complimentiamo con gli Slowmotion Apocalypse, ma siamo dell’idea che il meglio debba ancora arrivare…
