6.5
- Band: SMITH/KOTZEN
- Durata: 00:45:12
- Disponibile dal: 04/04/2025
- Etichetta:
- BMG
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I progetti paralleli solisti hanno da sempre lo scopo di consentire ad un artista di esprimersi in un campo diverso da quello per cui è più noto, concedendosi anche delle libertà, senza il timore che queste possano intaccare in alcuna maniera la propria carriera principale. Nell’incontro tra Adrian Smith e Richie Kotzen c’è questo aspetto, ovviamente, ma c’è prima di tutto un’amicizia che, a dispetto di un background molto diverso, ha fatto trovare ai due un’intesa inaspettata.
Il loro album di debutto, intitolato semplicemente “Smith / Kotzen”, era stato una piacevole valvola di sfogo, con Kotzen a mettere il suo virtuosismo al servizio di un disco hard rock molto classico, ed Adrian Smith libero di sfoderare le sue radici più blues, che difficilmente potrebbero trovare spazio in un album targato Iron Maiden.
A distanza di quattro anni – intervallati da un disco che raccoglieva giusto qualche b-side e registrazioni dal vivo – i due si sono ritrovati a firmare un secondo album di inediti, “Black Light / White Noise”, che prosegue di fatto sulla stessa scia tracciata dal debutto, con una raccolta di buone canzoni, che però onestamente non fanno gridare al miracolo.
È chiaro che il mestiere di questi due musicisti si sente tutto: Richie Kotzen è certamente il più dotato da un punto di vista tecnico, sia come chitarrista che come cantante, ma Adrian Smith, da parte sua, ha un tocco molto riconoscibile ed una voce che, pur senza chissà quali pretese, sa essere calda e ben armonizzata con quella del collega. Ottimi anche gli assoli, da entrambe le parti, che rappresentano senza dubbio uno dei punti di forza del disco.
Archiviate queste premesse, però, ci siamo resi conto, già dopo pochi ascolti, che il nostro interesse verso questo secondo capitolo si stava esaurendo troppo in fretta.
Le ragioni sono molteplici, a partire dall’assenza di quell’effetto sorpresa su cui poteva fare affidamento il primo album, ma il fattore che pesa più di tutti, probabilmente, è che “Black Light / White Noise” è un disco senza mordente.
E non parliamo della pura e semplice pesantezza del sound – i due, qui, giocano in un campionato diverso, che ha più contatti con il rock/blues – ma piuttosto di una certa attitudine stanca, che fa suonare il tutto come se avesse il proverbiale freno a mano tirato. Ed è un peccato, perché la classe c’è e i brani più intensi come “Muddy Water”, “Heavy Weather”, o la ballad “Beyond The Pale”, posta in chiusura, mostrano un potenziale che non riesce a concretizzarsi come ci saremmo aspettati.
I nomi di Smith e Kotzen hanno un peso tale da riuscire a destare l’attenzione di molti a prescindere, e certamente non ci troviamo di fronte ad un lavoro pessimo, eppure, proprio per il rispetto e la considerazione che abbiamo nei loro confronti, non possiamo fare a meno di pensare che da due artisti di questo calibro sarebbe legittimo aspettarsi qualcosa di più.
