5.5
- Band: SMOKING SNAKES
- Durata: 00:35:09
- Disponibile dal: 10/07/2026
- Etichetta:
- Frontiers
I Ratt scandinavi, denominati Smoking Snakes, tornano a farsi sentire dopo un debutto, “Danger Zone”, che nel 2024 aveva convinto i fan del genere. Tutto invariato o quasi, in questo ritorno discografico intitolato “All Lights On”, almeno per quanto riguarda il sound.
L’ispirazione invece sembra tentennare, e se già l’esordio non spiccava in quanto a personalità, stavolta dal quartetto svedese ci si attendeva un passo in avanti che invece non riscontriamo affatto.
Una breve intro annuncia – almeno nelle intenzioni – l’impatto di stampo sleaze/glam dei Nostri: “Don’t Touch” parte con le sirene accese sui ritmi contenuti ma dalle sonorità sporche e grintose, a mettere subito in chiaro alcune cose – tra cui purtroppo il fatto che la voce di Brett Martin non è certamente ideale, puntando tutto sulla dedizione ma mancando chiaramente di espressività, anche per un genere che non richiede chissà che doti vocali.
E i brani? Anch’essi difettano di vitalità e si accontentano di riff spenti e linee vocali scontate.
Tra qualche passaggio più spensierato e festaiolo – come “Trick Or Treat”, certamente tra le parentesi più riuscite – momenti più grintosi, come la possente “Last Man Standing”, e qualche composizione che presenta melodie catchy da brani da classifica degli anni Ottanta pur senza averne la brillantezza o il piglio (vedi “Turn On The Lights”) l’album purtroppo scivola via senza mordente.
Il punto più basso arriva con “Look In Your Eyes” e “Screaming For More”, due brani dozzinali dai coretti poco convinti e una struttura che si ripete senza sussulti.
Si può capire il voler suonare ‘wild‘ cercando di colpire con pezzi diretti e semplici (per non dire sempliciotti), ma non siamo più agli albori del genere, quando bastava metter lì una manciata di pezzi energici per sorprendere l’ascoltatore. Al giorno d’oggi senza un po’ di personalità, qualche guizzo vincente ed una formazione preparata, si a davvero fatica: questo “All Lights On” dei Smoking Snakes mostra tutti questi punti deboli. Rimandati alla prossima.
