7.0
- Band: SNAPCASE
- Durata: 38:00:00
- Disponibile dal: 04/11/2003
- Etichetta:
- Victory Records
- Distributore: Get Smart
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Uhm… gli Snapcase che pubblicano un disco contenente outtakes, remix e cover! Chi non si sarebbe avvicinato ad esso con sospettoso scetticismo? Dopo essere stati i precursori di un certo tipo di hardcore, fisico, urlato ed estremamente metallizzato, con il primitivo “Lookinglasself” e gli eccezionali “Progression Through Unlearning” e “Designs For Automotion”, già con l’ultimo “End Transmission” la band di Buffalo si presentò al pubblico in veste totalmente rinnovata, matura e smorzata nei toni: una sorta di svolta progressiva, una mutevole attitudine sperimentale che avrà sicuramente provocato qualche scompenso nell’indefessa fiducia riservata loro dai fan, compreso chi scrive; per cui, è con doverosa prudenza che va affrontato questo “Bright Flashes”, lavoro che va per forza ad assumere i connotati di “punto di non ritorno” per il quintetto americano, in grado di dirci se gli Snapcase siano veramente cambiati o no. Ebbene, “pensavo molto peggio” potrebbe essere il perfetto commento per l’album in questione… già, in quanto le tre sezioni che vanno a comporlo sono al di sopra delle aspettative, mostrando una formazione sì in evoluzione, ma che saldamente si trova ancorata alla nostalgia del vecchio sound schiacciasassi: le outtakes sono tutte buonissime song e, come i più attenti fan noteranno, sono quei brani il cui testo era riportato sul booklet del disco precedente, presenti per far capire meglio il lavoro concettuale che stava dietro “End Transmission”; “Dress Rehearsal”, “Makeshift Tourniquet”, “Depth Of Field”, “Skeptic” e “New Academy” hanno una carica adrenalinica notevole e non fanno rimpiangere assolutamente i vecchi Snapcase, risultando anzi migliori di qualche “mattonata” del predecessore. Piacevoli anche le quattro cover udibili su “Bright Flashes”, per la precisione “Blacktop” degli Helmet, “Mountain Song” dei Jane’s Addiction e “Freedom Of Choice” e “Gates Of Steel” dei Devo, nelle quali ha possibilità di mettersi in mostra il nuovo batterista Ben Lythberg (nelle outtakes, ovviamente, suona ancora Tim Redmond)… cover sporcate da un sound dozzinale e impastato che rende bene il carattere di estemporaneità della registrazione. Purtroppo, i tre remix non sono della stessa pasta e, se pur si apprezzano gli arrangiamenti elettronici e disturbanti, si ritiene che gli Snapcase debbano lasciar stare questi esperimenti, i quali sembrano essere più che altro dei capricci. Tirando le somme, e considerando lo spessore artistico di Daryl Taberski & Co., assegniamo alla band un giusto 7, se non altro per la discreta sorpresa che è “Bright Flashes”, release che avrebbe potuto essere ben più commerciale e che invece merita l’acquisto. Certo è che, con tutta probabilità, i tempi di “Zombie Prescription” non torneranno più…
