SOILENT GREEN – Confrontation

Pubblicato il 04/10/2005 da
voto
8.0
  • Band: SOILENT GREEN
  • Durata: 00:59:56
  • Disponibile dal: 22/07/2005
  • Etichetta:
  • Relapse Records
  • Distributore: Self

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Terrificanti. Mastodontici. Titanici. Con questi tre aggettivi si potrebbe già concludere la recensione di “Confrontation”, nuova fatica dei Soilent Green. In realtà la musica contenuta nell’album in questione è quanto di meglio la scena americana abbia da offrire di questi tempi. I ragazzi infatti, dopo una serie di lutti e tragedie varie (la più grave delle quali è senza dubbio la morte del bassista Scott Williams) buttano in musica tutta la propria rabbia e la propria frustrazione, regalandoci quasi un’ora di emozioni a non finire. Emozioni rudi ovviamente, come sempre è stato quando si parla di Soilent Green, che vanno dagli sfoghi rabbiosi e grind ai passaggi paludosi tipicamente sludge, fino a sfociare nell’hardcore e nel southern rock, sempre e comunque ricoperto da una robusta patina metallica. Definiti a suo tempo “una delle migliori dieci band americane” dalla bibbia Rolling Stones, i ragazzi ci tengono a non smentire tale affermazione: largo dunque a tracce complesse e paranoiche come “Leaves Of Three”, dove, come in tutto il resto del lavoro, convivono le varie anime del gruppo, ipotetico incrocio tra Crowbar, Mastodon, Alabama Thunderpussy e, perché no, Napalm Death. Non sarebbe giusto citare solo alcuni pezzi e tralasciarne altri: sembrerebbe di rovinare un album che va preso nella sua interezza per essere apprezzato a fondo. Va assolutamente segnalata invece la prova dei singoli musicisti, a partire dalla macchina da guerra dietro i tamburi, che risponde al nome di Tommy Buckley, devastante quando accelera, strisciante ed ugualmente letale quando il brano richiede il rallentamento. Eccellente anche il lavoro di Brian Patton e Tony White alle chitarre, che alternano riffing mutuato dal death e partiture tipicamente blueseggianti, dovutamente velocizzate, distorte ed imbastardite. Il sostituto del povero Williams al basso, Scott Crochet, si fa notare in più di un’occasione, mettendosi in luce nel brevissimo intermezzo jazz (non dimentichiamo che vengono da New Orleans) “Liquor & Cigarettes” e in “Paper Cut”. Anche il cantante Ben Falgoust non delude le aspettative: pur offrendo la prova più monocorde della sua carriera, è tanta la rabbia e la carica che ci mette che alla fine riesce a risultare estremamente convincente lo stesso. Nota di merito anche alla soffocante produzione ad opera di un sempre più bravo Erik Rutan. Per concludere, il quintetto si conferma alla grande, se possibile addirittura migliorando quanto già fatto in precedenza con gli ottimi “Sewn Mouth Secret” e “A Deleted Symphony For The Beaten Down” e, dietro i lanciatissimi Mastodon, sferrano l’attacco al trono di miglior gruppo metal a stelle e strisce di questi ultimi anni. Inutile sprecare altre parole davanti a tanta grazia, basti rimarcare ancora una volta che i Soilent Green sono terrificanti, mastodontici e titanici. Da avere ad ogni costo.

TRACKLIST

  1. Scarlet Sunrise
  2. Leaves Of Three
  3. A Scream Trapped Under Water
  4. Forgive & Regret
  5. 12 Oz. Prophet
  6. Southern Spirit Suite
  7. Pretty Smiles & Shattered Teeth
  8. Liquor & Cigarettes
  9. Theory Of Pride In Tragedy
  10. Fingernails On A Chalkboard
  11. Paper Cut
  12. They Lie To Hide The Truth
  13. Another Cheap Brand Of Luck
  14. This Glass House Of Broken Words
  15. A Permanent Solution To A Temporary Problem
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