6.5
- Band: SOLEFALD
- Durata: 00:54:49
- Disponibile dal: 09/03/2009
- Etichetta:
- Peaceville
- Distributore: Halidon
La Peaceville Records prosegue la sua opera di riscoperta e ristampa di album-gioielli del passato, fra i quali ricordiamo qualche tempo fa lo stupendo “Classica” dei nostri Novembre, riproponendo al grande pubblico metallico un disco che si può tranquillamente definire fra i più sperimentali e avanguardistici lavori mai scritti nell’ambito della musica estrema: originariamente pubblicato dall’etichetta milanese Avantgarde Music nel 1999, “Neonism” dei norvegesi Solefald è il manifesto assoluto dell’istrionismo del duo scandinavo, nonché la loro espressione più temeraria e borderline. L’avant-black progressivo del precedente – anch’esso ottimo – “The Linear Scaffold” viene in questa sede completamente stravolto da Cornelius e Lazare, che riescono a comporre un platter trasversale ed imprevedibile, partendo sì dalla loro red music with black edges, ma portandola a delle estremità assurde, in miscele poco rassicuranti con rock sperimentale, trip-hop, musica classica, folk, ambient, rap, jazz e quant’altro di possibile e cozzante vi venga in mente. Il tutto, poi, condito dai soliti testi ispirati di Cornelius, mai come in tale occasione così allucinati, psichedelici e ricchi di riferimenti artistici, filosofici, culturali e di costume. “Neonism” è un lavoro davvero molto difficile da assorbire, ma se si è votati all’apertura mentale può realmente regalare sensazioni definitive: al grido di Silence Is The Music Of The Future, pezzi quali “Omnipolis”, “Backpacka Baba”, “Third Person Plural” e la più diretta “CK II Chanel No. 6” sono incredibili esempi di come il black metal riesca a fondersi con pienezza con generi del tutto al suo opposto. Gli incroci vocali dei due musicisti, arditi come pochi, precedono l’approccio futuro della band ed introducono nuove modalità di espressione e metrica. All’epoca, pensate che i Solefald, ovviamente criticati ferocemente dai true black metallers per un abominio di siffatta natura, vennero addirittura minacciati di morte! La ristampa della Peaceville, nonostante presenti un suono più potente dell’originale e la bonus-track “Cosmophony”, non riesce a recuperare del tutto il fascino dell’album originale, in quanto il nuovo artwork è piuttosto anonimo e insignificante. Non si spiega poi la scelta di invertire le posizioni di “Proprietors Of Red”, ora opener, e della fantastica “Fluorescent (The Total Orchestra)”. Comunque, nulla di male in ciò, anzi…meglio così per chi possiede la release di 10 anni fa. Chiaro che chi volesse ascoltare un disco che a modo suo ha fatto Storia, meglio che corra ad accaparrarsi subito questa uscita!
N.B.: il voto si riferisce alla qualità della ristampa, non alla versione originale del disco.
