SOMaBUSE – Metalmorph

Pubblicato il 05/12/2022 da
voto
6.0
  • Band: SOMaBUSE
  • Durata: 00:23:20
  • Disponibile dal: 13/11/2022

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Formatisi nella metà degli anni zero, i Somabuse suonano per qualche anno un funk-metal a livello DYI, salvo poi fermarsi nel 2010 e tornare in attività ora con l’aggiunta di un nuovo chitarrista, dedicandosi a quello che loro stessi definiscono come “sludge metal con influenze hip-hop”.
In realtà, ascoltando “Metamorph”, EP autoprodotto, l’impressione è quello di un crossover anni ’90 cantato però in italiano, accostabile per coordinate spazio-temporali ai Kuadra. L’opener “Martina” mette subito in chiaro pregi e difetti del trio: da un lato un discreto lavoro della sezione ritmica, una chitarra solista che si ritaglia il suo spazio e un flow crudo nella sua romanità; dall’altro una produzione un po’ impastata, soprattutto nelle linee vocali che nei frangenti più ‘rumorosi’ si perdono nel mix, e un’amalgama non sempre ben riuscita tra i diversi elementi. Discorso simile per “23 Aprile”, aperta da un riff korniano con un basso slappato a là Fieldy e un solo morelliano, salvo poi mostrare qualche crepa nell’incastro ritmico-lirico per poi affondare sullo special in inglese (con tanto di “motherfucker” che fanno molto Jonathan Davis tarocco). Discorso simile per la conclusiva “Eternal Dusk”, ritmicamente quadrata ma affossata da un cantato quasi caricaturale (che peraltro ripete ad oltranza il titolo) e fin troppo prolissa nei sui quasi sei minuti, pur comprendendo il senso dei rallentamenti e della coda finale in chiave simil-sludge. Decisamente interessante “Numero 3”, dotata di un fascino urbano grazie al mix tra il flow da periferia del cantante/bassista Fabio Crivellaro e la sei corde di Lorenzo Mazzoli, mentre “Oh No” avrebbe un discreto tiro (diciamo da crossover anni ’90, tra primi Limp Bizkit e Rage Against The Machine) ma paga lo scotto di un cantato inglese poco credibile. L’esperienza si sente, ma anche la ruggine e un po’ di confusione sulla direzione da intraprendere: una sufficienza d’incoraggiamento, ma l’impressione è che con un MC dedicato e una produzione migliore il risultato sarebbe diverso.

TRACKLIST

  1. Martina
  2. 23 Aprile
  3. Numero 3
  4. Oh No!
  5. Eternal Dusk
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