6.5
- Band: SOMALI YACHT CLUB
- Durata: 00:45:19
- Disponibile dal: 22/04/2022
- Etichetta:
- Season Of Mist
Somali Yacht Club è decisamente un piccolo grande nome della scena psichedelica mondiale. Ancorato alla sua dimensione “piratesca” – prendendo il nome da coloro che attaccano le navi al largo della costa somala – la band ucraina ha contaminato il proprio messaggio stoner (insieme agli amici e compagni di tour Stoned Jesus e Mars Red Sky) a un sempre maggiore orientamento verso il post-rock e la parte più atmosferica, avvicinandosi di riflesso a certi Motorpsycho, mantenendo nel cuore la lezione degli Isis e degli Electric Wizard. Dopo oltre un decennio di musica i Somali Yacht Club hanno firmato un accordo con Season of Mist nel 2021 per ristampare il loro catalogo precedente e pubblicare il loro terzo full-length, “The Space”.
L’album è stato registrato nel corso del 2021 presso la Jenny Records vicino a Lviv, in Ucraina, con il mixaggio e il mastering di Yaroslav Tseluiko al Jaro Sound nella Repubblica Ceca. “Silver”, opener e primo singolo, è stata annunciata come capace di superare perfino il problema dell’esercito invasore, come ha comunicato emblematicamente la band qualche settimana fa. La copertina raffigura una supernova ed è stata gestita da Dasha Pliska, che era anche responsabile dell’artwork di “The Sun” e “The Sea”, ipotetici parti di questa trilogia discografica. Il post-rock atmosferico, tinto del supporto massiccio del comparto più “metal oriented”, fa da padrone in tutto il percorso specifico, rendendo il tutto assolutamente omogeneo e in grado di essere assaporato dall’inizio alla fine, senza alcun scossone. Un percorso che, dall’altro lato, settandosi su queste coordinate, in pratica non se ne schioda più, affondando un po’ nella sua jammosa ariosità di fuzz, riverberi e delay spaziali. I brani, pur non differenziandosi quasi mai tra di loro, riescono comunque a rimanere piuttosto solidi e ad offrire un ascolto piacevole e anche piuttosto intenso. Certo, gli arpeggi di “Echo Of Direction” e compagnia bella li abbiamo sentiti e risentiti innumerevoli volte, ma il discorso dell’evocazione atmosferica e del trip psichedelico, tutto sommato, non gioca certo le sue carte sulla varietà o sulla particolare innovazione. La sezione ritmica di Artur e Lesyk è l’ancora indiscussa, fornendo solidità a quella che potrebbe essere ancora considerata una jam, come succede al trip di dodici minuti, “Momentum”, che presenta anche uno dei migliori momenti del disco.
Un lavoro che, in definitiva, non brilla certo per particolarità o astrusità, ma si offre come un ascolto godereccio di un genere che, comunque, resta pieno di lidi meno ‘saccheggiati’, parimenti riverberati e atmosferici.
