SONIC SYNDICATE – We Rule The Night

Pubblicato il 30/09/2010 da
voto
6.5
  • Band: SONIC SYNDICATE
  • Durata: 00:40:24
  • Disponibile dal: 31/08/2010
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

I signori della notte? Chi negli anni ’80 era già in grado di intendere e volere, almeno davanti ad un tubo catodico, probabilmente inorrodirà all’idea, che gli unici guerrieri della notte sono solo quelli dell’omonimo film di Walter Hill – Guerrieri, giochiamo a fare la guerra? -; chi invece, sfortuna sua, è cresciuto negli anni del crepuscolo popolato di bellocci e cronache vampire, probabilmente non avrà problemi ad incoronare con questo titolo i Sonic Syndicate. Leaders tra i followers, i sei svedesi hanno saputo col tempo conquistarsi le luci della ribalta grazie ad un paio di album mainstream metal di discreta fattura – il promettente "Only Inhuman" e il più insipido "Love and Other Disasters" – e, soprattutto, allo sforzo profuso dalla Nuclear Blast, sempre generosa nei loro confronti. Dal canto suo la formazione guidata dai tre fratelli Sjunnesson, superata indenne l’uscita di scena del singer Roland Johansson grazie all’ingresso del nuovo arrivato Nathan J. Biggs, ha dato alle stampe con questo "We Rule The Night", grazie anche alla presenza di Toby Wright dietro alla consolle, il disco più ‘americano’ e radiofonico della sua, ancor breve, carriera. Come da tradizione, ci sono gli anthem adesivi alla corteccia cerebrale ("Revolution, Baby", "Burn This City", "We Rule The Night"), talvolta accompagnati da una componente elettronica e danzereccia sempre più accentuata ("Beauty And The Freak", "Turn It Up"); non mancano poi le ballad da teen drama ("My Own Life", "Miles Apart"), ma fanno capolino anche timidi rimandi alla dark-wave dei Depeche Mode ("Plans Are For People"); permangono infine scorie del modern metalcore degli origini ("Black And Blue", "Leave Me Alone", "Break Of Day"), anche se l’influenza degli In Flames degli esordi è ormai definitivamente annacquata in una formula compositiva più vicina a quella di una boy band con le chitarre e qualche scream. E proprio la mancanza di una componente metal degna di questo nome, insieme all’assenza di una data di scadenza a lunga conservazione, rappresenta il principale difetto di questo "We Rule The Night", per il resto formalmente ineccepibile. Due limiti non da poco, ma siamo certi che il pubblico senza scheda elettorale ma con il poster di Karin Axelsson in cameretta saprà aprire un occhio e chiudere un orecchio.

TRACKLIST

  1. Beauty And The Freak
  2. Revolution, Baby
  3. Turn It Up
  4. My Own Life
  5. Burn This City
  6. Black And Blue
  7. Miles Apart
  8. Plans Are For People
  9. Leave Me Alone
  10. Break Of Day
  11. We Rule The Night
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