SORCIER DES GLACES – Un Monde de Glace et de Sang

Pubblicato il 25/11/2020 da
voto
7.0

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I Sorcier Des Glaces, con il nuovo ed emozionante “Un Monde de Glace et de Sang” sono giunti al loro ottavo album in studio, eppure ha dell’incredibile che uno dei migliori album di black metal sinfonico del 2020 sia uscito autoprodotto perché non c’è stata un’etichetta in grado di supportare un band storica del panorama underground canadese.  Gli anni passano, il loro esordio “Snowland” del 1998 sembra lontanissimo, eppure il duo canadese è sempre rimasto compatto e con una idea di musica immutata. Per il tuttofare Sébastien ‘Roby’ Robitaille e per il batterista Luc Gaulin la musica è sempre stata sinonimo di misticismo, e questo album è un viatico tra il nostro mondo e quello delle ombre, della notte, del cosmo, di tutto ciò che può avvicinare il nostro spirito a qualcosa di arcano. Negli album dei Sorcier Des Glaces i suoni si fondono sempre volutamente assieme perché l’importante non è la qualità del suono stesso, ma la sua compattezza per far arrivare in alto il messaggio il prima possibile. Riff di chitarra vorticosi, batteria, una voce sprezzante ed i tappeti dei synth si fondono assieme per creare un’aura piena di mistero e misticismo che va esplorata; bisogna infatti immergersi al suo interno per carpire la forza vorticosa del black metal che vi si nasconde. Si parte subito con “Crossing the Haunted Forest”, se vogliamo un po’ in stile Dark Funeral vecchia maniera e poi si continua con un mood sempre violento e misterioso. I paesaggi, le atmosfere e le emozioni che si creano al passaggio della musica dei Sorcier Des Glaces contano molto più dell’analisi sulla qualità della musica in sé. Pare scontato dire che la band canadese sin dai suoi esordi abbia guardato a “In The Nightside Eclipse” degli Emperor oppure ai primissimi Limbonic Art, ma negli anni ha anche saputo ritagliarsi uno stile distinguibile di tutto rispetto. La qualità delle canzoni di questo nuovo album è davvero di alto livello, non originale, ma capace di evocare i migliori anni del black metal sinfonico, quello che aspira al misticismo e non quello pomposo sensazionalista e fine a se stesso. Un’etichetta di spessore del settore, per una band come questa, potrebbe anche farsi avanti…

TRACKLIST

  1. Crossing the Haunted Forest
  2. Night-Dark Winds of Evil
  3. La Couronne des Mille Hivers
  4. Un Monde de Glace et de Sang
  5. (Return to the) Primitive Grandeur
  6. The Warlock (Necromantia cover)
  7. L'Eternelle Majesté des Montagnes (partie II)
  8. La Couronne des Mille Hivers (partie II)
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