SOREPTION – Engineering The Void

Pubblicato il 21/02/2014 da
voto
7.0
  • Band: SOREPTION
  • Durata: 00:34:49
  • Disponibile dal: 18/02/2014
  • Etichetta: Unique Leader
  • Distributore:

Dopo aver smosso certi giri underground con il ben accolto debut album “Deterioration of Minds”, i Soreption tornano alla carica con un nuovo lavoro su Unique Leader, etichetta da sempre attenta a quanto il panorama death metal è solito partorire nel proprio sottobosco. “Engineering The Void” riprende il discorso avviato col primo lavoro, presentandoci una formazione intenta a seguire le orme dei primi Decapitated e di realtà più o meno affini come Gorod e Psycroptic. Riffing affilato e ritmiche spesso marziali messe al servizio di una produzione “meccanica”, che sembra voler amplificare le atmosfere stranianti e futuristiche evocate dalle trame musicali: questa la ricetta alla base del disco. Una formula che quasi certamente suonerà familiare a chi in tutti questi anni ha divorato album come “Nihility” o “The Negation”, ma anche a coloro che hanno seguito le evoluzioni in chiave tecnica – per non dire “djent” – del genere negli ultimi tempi. Ancora una volta, bisogna dire che il quartetto svedese non fa granchè per differenziarsi dai propri modelli ispiratori, ma per questo secondo appuntamento ci sentiamo comunque di ribadire l’intero concetto espresso all’interno della nostra recensione del precedente album: la personalità è scarsa, ma esperienza e mestiere non latitano, tanto che alla fine il disco si lascia ascoltare con piacere. Un paio di brani riescono addirittura ad imprimersi nella mente alla prima fruizione e in generale l’opera dà l’impressione di essere stata concepita con gusto e criterio. L’unico elemento che troviamo realmente stonato è il modo in cui la band utilizza le tastiere: alcune tracce vengono infatti spezzate da dei break d’atmosfera che generalmente suonano un tantino ampollosi o comunque fuori luogo, quasi come se provenissero da un album symphonic black metal dei tardi anni Novanta. Senza dubbio, i Soreption danno il meglio quando si lasciano guidare dalla chitarra di Anton Svedin, musicista che appunto si ispira sfacciatamente ad un certo Vogg, ma che almeno sa dove mettere le mani per confezionare un giro convincente. Nel complesso, “Engineering The Void” è comunque quello che definiremmo un buon album di genere: efficace, fluido e anche conciso. Chi inizia a trovare i Decapitated attuali un po’ troppo “soft” o contaminati potrebbe trovarlo particolarmente divertente.

TRACKLIST

  1. Reveal the Unseen
  2. The Nature of Blight
  3. Breaking the Great Narcissist
  4. A Speech to Survival
  5. Utopia
  6. Monumental Burden
  7. I Am You
  8. Engineering the Void
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