7.0
- Band: SOUL DISSOLUTION
- Durata: 00:38:31
- Disponibile dal: 30/09/2022
- Etichetta:
- Viridian Flame
Con questo terzo album i belgi Soul Dissolution si confermano come una band molto ben strutturata nel proporre un post-black metal atmosferico e fortemente melodico. Vicini al secondo corso di Alcest e Agalloch, ma con tendenze anche verso le aperture ariose e ‘paesaggistiche’ di Sojourner, Caladan Brood, Eldamar, Saor, i tre musicisti dietro a questo progetto immettono in questo “Sora” una buona dose di personalità – sebbene non di vera e propria originalità. Risulta molto interessante il lavoro chitarristico, molto più post-rock che post-black, così come si fa apprezzare la rinuncia a un sound rarefatto dalle movenze blackgaze – in favore di una produzione più concreta, quasi ruvida. Un album come questo può senza dubbio indisporre gli ascoltatori di molto black metal più tradizionale (ai quali infatti quasi se ne sconsiglia l’ascolto), ma potrebbe anche non avere il giusto appeal per i fan di progetti come Panopticon o Wolves In The Throne Room: qui non ci sono elementi folk, e soprattutto viene quasi annullata ogni forma di aggressività (tanto che anche nei rari momenti in cui la sezione ritmica si fa più veloce lo fa aumentando l’intensità emotiva del reparto chitarristico, non certo la ferocia o il pathos rabbioso tipico di altri progetti post-black). Nell’ottimo trittico di brani iniziale ci sono momenti addirittura vicini a certo emo rock (quello ‘serio’, naturalmente: in “Sora III” ci sono frangenti quasi da Midwest emo), sondando e ricercando un sound malinconico più che disperato – mai realmente oscuro, ma morbido nello scivolare verso un sottile fondale sostanzialmente triste, più che depressivo. In questo senso si possono anche rimarcare delle adiacenze con i Novembre o gli ultimi Anathema, dove la lezione di certo rock d’alta classe si mescola sapientemente con l’esperienza ormai più che decennale del post-black.
L’album, dunque, si rivolge a una platea piuttosto ristretta: e a quella platea non può che risultare di buonissima qualità, con una tensione positiva per tutta la durata del lotto – con solo una piccola flessione in “The Absolving Tide”. Chi scrive, ad esempio, rientra pienamente nell’utenza a cui un disco del genere si rivolge: e in più di un momento si è sfiorato un senso di esaltazione nell’ascoltare un ripensamento e un rimaneggiamento quasi radicale di certe maniere tipiche del genere di provenienza. A ogni modo, i Soul Dissolution, al terzo lavoro, hanno già un’idea robusta che sostiene la musica che compongono ed eseguono, e questo è un merito oggettivo, che si rispecchia nell’alta qualità del prodotto finale.
