SOUL OF STEEL – Destiny

Pubblicato il 05/01/2011 da
voto
7.0
  • Band: SOUL OF STEEL
  • Durata: 00:41:46
  • Disponibile dal: 20/12/2010
  • Etichetta:
  • Underground Symphony
  • Distributore: Audioglobe

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Il folto sottobosco delle valide band italiane dedite al genere power/progressive si arricchisce in chiusura di questo 2010 dei nostrani Soul Of Steel, autori già nel 2007 di una demo intitolata "Reborn" e che con questo “Destiny” giungono alfine alla prova del full-length. Prova brillantemente superata, bisogna ammettere, in virtù di diverse qualità che rendono l’album davvero appetibile per i fan del genere power/prog stile Labyrinth, ma anche per coloro che prediligono il metal più classico ma sempre sorretto da molta melodia. Con l’inserimento nell’organico di una coppia di chitarristi molto dotata (Nicola Caroli e Valerio De Rosa), la band capitanata dal fondatore Lorenzo Chiafele (batteria) si muove a suo agio tra melodie accattivanti, velocità sostenute e parti solistiche ben riuscite, sfornando un debutto che, anche se un po’ breve nei suoi a malapena 40 minuti di durata, non mostra praticamente nessuno dei difetti che ci si aspetta normalmente da una band debuttante. Prodotti da Olaf Thorsten (Labyrinth) per la nota label Undergroud Symphony, i nostri lasciano alla veloce “Swordcross” il compito di aprire le danze dopo la breve intro, e ci presentano fin da subito le caratteristiche principali del loro sound, ovvero velocità nell’esecuzione strumentale e ottime melodie affidate alla voce del talentuoso singer Gianni Valente. Dopo questa buona presentazione, sul piatto si aggiunge la successiva "Running Into The Fire", pezzo più ragionato, che mette in primo piano le chitarre soprattutto nella parte centrale, con una sezione solistica da urlo. I pezzi successivi mantengono l’album sempre su livelli più che buoni, e così l’ascoltatore può godersi le melodie potenti delle varie “Wild Cherry Trees”, “Till The End Of Time” e “Reborn”, altri pezzi che mostrano in ogni passaggio l’amore dei nostri per gruppi quali Labyrinth, Vision Divine o Killing Touch. Il fruttuoso sodalizio con appunto i Labyrinth si consolida ulteriormente con la settima traccia: “Endless Night”, dove niente meno che Roberto Tiranti impreziosisce con la sua bellissima voce un pezzo già di per se ben riuscito. Alla coppia finale “Wings Of Fire” e “Destiny” spetta infine il compito di chiudere questo buon debutto.A parte le buone idee presenti in quasi tutte le canzoni e la voce del singer Valente, davvero bravo, il punto forte di questo “Destiny” risulta però sicuramente risiedere negli assoli e nelle frequenti fughe chitarristiche presenti nei vari pezzi, soprattutto in quelli più lenti, dove le chitarre si cimentano in esecuzioni maggiormente vibranti ed emozionali. Infatti, senza dover rimanere per forza legati a esecuzioni tecnicissime e velocissime o alle inflazionate fughe neoclassiche alla Turilli, i due chitarristi presenti sull’album riescono invece nell’intento di registrare una serie di assoli che prediligono suono e feeling; e spesso sono proprio questi momenti strumentali a dare quel qualcosa in più alle varie tracce, che fa venire all’ascoltatore la voglia di risentirle più volte. Un ottimo debutto per una band da cui ci aspettiamo conferme.

TRACKLIST

  1. Intro
  2. Swordcross
  3. Running In The Fire
  4. Reborn
  5. Wild Cherry Trees
  6. Till The End Of Time
  7. Endless Night
  8. Wings Of Fire
  9. Destiny
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