SOUL OF STEEL – Journey To Infinity

Pubblicato il 07/05/2013 da
voto
7.0
  • Band: SOUL OF STEEL
  • Durata: 01:12:12
  • Disponibile dal: 30/04/2013
  • Etichetta:
  • Bakerteam Records
  • Distributore: Audioglobe

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E’ sempre bello assistere alla crescita e maturazione di una band. E’ quello che sta succedendo con i ragazzi dei Soul Of Steel, formazione pugliese (Taranto, per la precisione) di cui recensimmo il debutto nelle vicinanze del Natale 2011. Non hanno perso tempo i cinque ragazzi e, forti anche dei diversi feedback positivi e negativi che la stampa diede loro ai tempi della pubblicazione di “Destiny”, si ripresentano sulle scene dopo solo un paio di anni con un nuovo album, il qui presente “Journey To Infinity”. Un album che ci mostra una band sicuramente cambiati, assai maturata, ma in qualche modo meno divertente di quanto lo fosse con il frizzante debutto. Per evitare qualsiasi tipo di equivoco, spieghiamo subito il significato di ‘divertente’ che volevamo trasmettere con la frase precedente: stiamo parlando di una misura della capacità del disco di intrattenere l’ascoltatore senza richiedere troppo impegno, una sorta di ‘faciloneria’ che sfociava però in un’alta fruibilità ed in una buona orecchiabilità, elementi chiave che caratterizzavano appunto il debutto. “Journey To Infinity” è invece un album meno immediato, più difficile e strutturato, che devia il tiro dal power degli esordi, melodico spruzzato di prog, stilisticamente accostabile ai Labyrinth, verso lidi invece marcatamente più progressivi, figli di Secret Sphere e Vision Divine per intenderci. Non troviamo nemmeno il bombastic metal alla Rhapsody che ci saremmo aspettati considerando che l’album tratta di un concept; la ex band di Turilli viene richiamata infatti nella sola intro sinfonica “Aeternum Tormentum”, e poi dimenticata. Dalla prima vera canzone “Through Gates Of Heaven”, i Soul of Steel ci mostrano invece una rafforzata vena progressiva, forgiando un brano che, anche se sempre guidato dalle melodie vocali, rimane caratterizzato da un riffing sicuramente più complesso degli esordi, e da una maggiore importanza data alle parti tastieristiche. Tra cambi di tempo, stacchi pianistici e una decisamente costruita sezione solistica, la canzone dura più di sette minuti e si propone come vero e proprio manifesto del mutamento subito dal gruppo durante questi due anni. Pure le canzoni successive si rivelano lunghette, almeno per un gruppo le cui radici affondano ancora nel power, e superano spesso e volentieri i sei primi; questo punto è di fatto fondamentale per capire come la direzione scelta dalla band per questo disco mostri sicuramente un mestiere ed una maturità maggiori, ma abbia anche tolto quell’immediatezza e freschezza che riuscì a convincerci sul debutto. Non ne facciamo una croce di questo fatto, è nel concetto stesso di evoluzione perdere alcune caratteristiche e svilupparne altre, ma è di sicuro qualcosa che vale la pena di segnalare in fase di recensione. Nonostante qualche passaggio un po’ troppo involuto e un paio di colpi a vuoto in corrispondenza di due delle tre ballad (“Like A Memory” e “The Fallen Angel”), il disco si dimostra valido e studiato, con una perizia maggiore dietro anche se un po’ troppo perfettino. Il suono, curato da Simone Mularoni, è ovviamente perfetto ed in linea con i nuovi scopi della band, mentre ovviamente pregevoli si dimostrano le collaborazioni di Lucatti (Vision Divine) e Tiranti (Labyrinth) impegnati con tastiera e voce sui pezzi “Eternal Life” e “Last Desire”. Un disco ben fatto, che tra cose perse e guadagnate si posiziona sulla stessa valutazione dell’esordio.

TRACKLIST

  1. Aeternum Tormentum
  2. Through The Gates Of Heaven
  3. Shadows Of The Past
  4. Neverland
  5. Waiting For You
  6. The Fallen Angel
  7. Journey To Infinity
  8. Like A Memory
  9. Secret Words
  10. Portrait Of My Last Dream
  11. Last Desire
  12. Eternal Life
  13. Last Desire (acoustic) feat. Tiranti
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