SOULFLY – Conquer

Pubblicato il 22/07/2008 da
voto
7.5
  • Band: SOULFLY
  • Durata: 00:57:20
  • Disponibile dal: 18/07/2008
  • Etichetta: Roadrunner Records
  • Distributore: Warner Bros

Erano anni che Max Cavalera non attraversava un momento simile: sebbene la sua ventennale carriera sia stata segnata da un’invidiabile prolificità bisogna tornare al ’93/’94 per veder pubblicati due dischi in sei mesi. Se allora, al picco dell’ispirazione, nacquero i capolavori “Chaos A.D.” e “Point Blank” (non vi diciamo nemmeno di quali band) nel 2008, in una coincidenza quasi magica visto l’alternarsi di progetto estemporaneo/band principale, abbiamo il piacere di veder succedere all’ottimo “Inflikted” (Cavalera Conspiracy) il nuovo album dei Soulfly. Il lavoro della Cospirazione, da capitolo migliore del brasiliano dopo anni di staticità, ha alzato il livello di aspettativa nei fan, attesa che viene quasi del tutto colmata da questo “Conquer”, che mostra ancorati al genoma tutti quelli che sono, nello stesso momento, i pregi e i difetti della creatura che Max Cavalera nutre dal 1998, giusto per dare pane ai detrattori. Per la sfortuna di questi ultimi però, ogni cliché che i Soulfly si portano dietro da dieci anni è sfumato nella sua accezione migliore: ci sono gli anthem thrash, forse troppo prodotti ma ripuliti di ogni influenza nu-metal (chiudiamo un occhio sulla variazione della sabbathiana “Touching The Void”). C’è la solita ricerca tribale/sonora che ci porta diretti in Egitto, ma non c’è nessuna sfinge in copertina, solo qualche minuto di improvvisazioni buttate lì – di sicuro la parte peggiore del disco. Ci sono le collaborazioni, ma al posto di Fred Durst troviamo David Vincent dei Morbid Angel e Dave Peters dei Throwdown. Infine la strumentale di turno, “Soulfly VI”, è forse la migliore mai apparsa nella discografia del gruppo, grazie soprattutto a un Marc Rizzo in stato di grazia che ha appeso lo zainetto al chiodo (seriamente: ma come cazzo gli è venuto in mente di salire sul palco con uno zaino per tutti questi anni!?) e ha firmato una prova superlativa nei numerosi assoli della raccolta. Un sesto irrinunciabile capitolo per tutti i fan di Max, che di certo leggeranno questa recensione dopo aver già acquistato l’album. Per gli indecisi sia sufficiente sapere che, restando gli standard compositivi dell’autore sempre al di sopra della media, la vena compositiva è decisamente thrash e il piede è schiacciato sull’acceleratore. Chi resiste al carisma di Santo Max che, da ritrovato cristiano, spara bestemmie a pioggia dal palco dell’Evolution? E chi altri se non lo stesso marito-di-Gloria può farci credere che un ritornello come “Blood Fire War Hate” voglia davvero significare qualcosa? Rispondete a queste domande e saprete da che parte stare.

TRACKLIST

  1. Blood Fire War Hate
  2. Unleash
  3. Paranoia
  4. Warmageddon
  5. War Ghost
  6. Rough
  7. Fall of the Sycophants
  8. Doom
  9. For Those About To Rot
  10. Touching the Void
  11. Soulfly VI
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