SOUND STORM – Vertigo

Pubblicato il 19/12/2016 da
voto
7.0
  • Band: SOUND STORM
  • Durata: 00:51:30
  • Disponibile dal: 02/12/2016
  • Etichetta: Rockshots
  • Distributore:

I Sound Storm tornano con una formazione sensibilmente rinnovata rispetto a quella del precedente album “Immortalia” del 2012: accanto ai membri storici Valerio Sbriglione e Massimiliano Flak, ritroviamo infatti Alessandro Bissa (tra gli altri, ex Labyrinth e Vision Divine) alla batteria, Rocco Mirarchi alla chitarra e Elena Crolle alle tastiere, oltre all’ultimo arrivato, in ordine cronologico, ovvero Fabio Privitera (Aeternal Sepium, ex Bejelit) alla voce. Il nuovo lavoro dei Sound Storm, intitolato “Vertigo”, si presenta subito come un disco variegato e complesso, nella quale la band propone un metal sinfonico arricchito da orchestrazioni e soprattutto da cori maestosi. “Vertigo” però non si limita ad essere un semplice album, perchè attorno ad esso la band ha concepito anche una vera e propria serie TV, relizzata da Grey Ladder sotto la direzione di Taiyo Yamanouchi. Ciò porta ad un approccio che viene definito ‘cinematic metal’, per evidenziare come la musica si possa prestare ad ideale colonna sonora di immagini visive: un discorso, in qualche misura, simile a quello che facevano i Rhapsody Of Fire già diversi anni fa e rispetto ai quali si possono pure ravvisare in effetti diverse influenze nella musica dei Sound Storm. Sicuramente, va dato merito comunque alla band di aver saputo realizzare brani intensi e di grande impatto, con arrangiamenti davvero squisiti: tra gli highlight del disco, possiamo in tal senso citare “The Dragonfly” e “Metamorphosis”, due tracce articolate e ricche di sfumature interessanti; davvero intenso ed emozionante, poi, anche il pezzo di chiusura, “The Last Breath”. La band dimostra di cavarsela inoltre con interpretazioni più teatrali, quasi vicine al musical, come si riscontra ad esempio in “Original Sin” e in parte anche in “The Ocean”. Per contro, in verità, i Sound Storm non ci convincono del tutto nella gestione dei brani, nel senso che si ha la sensazione spesso che vogliano quasi strafare, sia perchè magari inseriscono troppi elementi all’interno di ogni singola traccia (magari anche sforzandosi di cimentarsi in spunti tendenti al prog), sia perchè sembrano quasi ‘innamorarsi’ troppo dei brani, dilungando magari di uno-due minuti un pezzo che sarebbe stato perfetto con una durata leggermente più contenuta. Insomma, i Nostri sono riusciti a realizzare un disco interessante, con splendide soluzioni interpretative e con tante belle idee sotto il profilo compositivo, dove però spesso succede che le tracce finiscono per perdere qualcosa in termini di grinta, di ritmo, persino di aggressività, perchè vengono infarcite di troppi elementi che non necessariamente giovano alla funzionalità del brano: d’accordo nel non essere troppo diretti ed essenziali, a patto però che si riesca a trovare un ottimale equilibrio tra le diverse parti. Giusto a titolo esemplificativo (ma un discorso analogo si potrebbe fare per tutte le tracce o quasi), citiamo un pezzo come “Gemini”, bellissimo ed affascinante, ma che sembra ad un certo punto non finire mai: a nostro avviso, in particolare, la parte strumentale all’incirca intorno ai quattro minuti e mezzo, seguita dall’ennesima ripetizione del ritornello, aggiunge ormai ben poco ad un brano che fino a poco prima era stato avvincente e trascinante e che invece subisce così un intermezzo che rallenta sensibilmente e spezza totalmente il ritmo; a quel punto, peraltro, è pure tardi per creare enfasi o attesa verso il ritorno di un refrain ormai piuttosto scontato. Paradossalmente, nell’insieme è meglio articolata la già citata “The Last Breath”, pur essendo di durata più lunga. Al di là della singola canzone, si tratta comunque di un discorso che, lo ribadiamo, vale a livello generale. A conti fatti, “Vertigo” comunque è senz’altro un buon disco, per tutti i motivi sopra evidenziati, che non intendiamo affatto sminuire pur avendo espresso qualche piccola riserva: va riconosciuto infatti il gran lavoro svolto da questo gruppo, davvero notevole per la qualità dei brani e degli arrangiamenti, solo che, a nostro parere, di fatto, non rende per come avrebbe potuto. Va bene però anche così, nel senso che questo full length merita senz’altro attenzione e ci sentiamo di consigliarne l’ascolto soprattutto agli amanti del metal sinfonico e del metal melodico.

TRACKLIST

  1. Vertigo
  2. The Dragonfly
  3. Metamorphosis
  4. Forsaken
  5. Original Sin
  6. The Ocean
  7. Spiral
  8. Gemini
  9. Alice
  10. The Last Breath
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