SOUPHL – CommérageS

Pubblicato il 20/05/2020 da
voto
7.5
  • Band: SOUPHL
  • Durata: 00:39:12
  • Disponibile dal: 06/03/2020
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I SouphL rappresentano un collettivo di undici unità proveniente dal Québec, nel quale trova spazio un assetto strumentale abbastanza anomalo per gli ambienti metal. Si suonano l’accordion, la tromba, ci sono quattro bassisti, un percussionista… D’altronde, l’ampia formazione discende dal jazz e parte da esso per spingersi verso connotazioni extreme metal, accarezzando trame frammentarie, in bilico fra grind, death, black metal e un opulento noise-jazz. Con “Commérages” pervengono al terzo album in tre anni, nel quale si riallacciano alle suggestioni disturbanti dell’esordio omonimo, dopo essersi inoltrati in una composizione molto libera e astratta con il successivo “CommérageS – Plus plaisant à faire qu’à entendre”. Il sottotitolo dell’album è insolito: “il ruolo dei pettegolezzi, dalla maldicenza alla calunnia – la nostra interpretazione dell’impatto del gossip”, tema sviluppato attraverso una tracklist che svaria da movimenti strumentali ombrosi e volti al mondo delle soundtrack, e brani al contrario molto dettagliati, nei quali far confluire l’amore per la contaminazione di generi estremi e la sensibilità alle partiture sfuggenti e sghembe tipiche del jazz. Un affresco sonoro di nient’affatto facile decifrazione, che si abbevera dal jazz per lo schizoide divagare di cui è preda, lo spezzarsi di dormiveglia in slanci grind famelici, o stacchi hardcore barbari, rinvigoriti da arrangiamenti folli ma dediti a sordida devastazione.
La densità di particolari e la mostruosità del reparto vocale, l’elemento se vogliamo più morboso dell’insieme, viene filtrata da una produzione più attenta alla definizione dell’apporto dei singoli strumenti, piuttosto che alla creazione di una massa di suono ribollente, e ciò va a tutto vantaggio delle abilità degli strumentisti. Il carattere allucinato ed enigmatico di “Commérages” va a richiamare schemi già uditi in alcuni dei migliori esempi di extreme metal contaminato dal jazz, si colgono echi degli Ephel Duath, ad esempio, anche se il termine di paragone più affine è quello degli ultimi Psychofagist, quelli della collaborazione con i Napalmed per l’urticante e difficilmente imitato “Songs Of Faint And Distortion”. Non dispiacciono al collettivo nemmeno le convulsioni del black metal francese di Deathspell Omega e Blut Aus Nord; in fondo, però, il maneggiare dissonanze e il loro piegarle alle contorsioni del death metal fa palesare un certo amore per una vera leggenda del Québec, ovvero i Gorguts, quelli dell’innovativo “Obscura”, nonostante non si giunga a quella magnificenza.
Per dare piena compiutezza alla loro visione ai SouphL serve allargare i tempi, distogliere lievemente l’attenzione dai tratti più strambi del sound e mettersi in marcia su andamenti narrativi, nei quali far affiorare qualche ascendenza doom. Si arriva allora a “Du vent sur nos tympans”, che nei suoi otto minuti si giova di tutte le qualità elencate, aggiungendovi una plumbea pesantezza e la capacità di aggiungere tensione un grammo alla volta. Il frequente stirarsi verso una vaga quiete da jazz club toglie in alcune occasioni quegli ulteriori sfoghi di frenesia che avrebbero reso il disco meno ermetico e meglio fruibile da un ascoltatore medio di metal estremo: ciò detto, col passare degli ascolti “CommérageS – Plus plaisant à faire qu’à entendre” va a emergere più per i suoi pregi che per i suoi difetti, denotandosi come un’uscita di sicuro interesse per gli amanti del death e black metal destrutturato dal jazz.

TRACKLIST

  1. Le baptème
  2. Commères I
  3. Rester à l'abri, manger l'oubli
  4. Avaler notre futur
  5. Commères II
  6. Du vent sur nos tympans
  7. Médisance à calomnie
  8. Commères III
  9. L'ostracisme
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