6.5
- Band: SPASMODIC
- Durata: 00:33:00
- Disponibile dal: 30/03/2013
- Etichetta:
- Unexploded Records
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Posto a metà strada tra la brutalità sanguinaria dei Cannibal Corpse, le atmosfere caustiche dei Blood Red Throne e la furia debordante dei Napalm Death, questo “Mondo Illustrated” degli esordienti Spasmodic è quello che definiremmo un album “di genere” scritto, prodotto e confezionato con tutti i crismi del mestiere, divertissement assicurato per le centinaia di appassionati che ogni giorno foderano le proprie orecchie con aberrazioni sonore di simile portata. Tredici fucilate che, guarda caso, finiscono per pescare a piene mani tanto dalla migliore tradizione death metal a stelle e strisce quanto dal circuito grindcore di Birmingham, senza rinunciare ad una discreta iniezione di follia ravvisabile nei testi (“Fabulous Love Making” o “Strawberries” parlano da soli), nella copertina e – soprattutto – nei ritmi forsennati attraverso cui i Nostri si esprimono, del tutto simili ai raptus di un invasato mentale. Furia cieca incanalata in brani che raramente sconfinano nei tre minuti di durata, sovrastati dai grugniti animaleschi di Alexander Högbom (neo-vocalist degli October Tide e frontman degli apprezzati Volturyon) e dal riffing urticante vomitato dalle chitarre di Johan Kvastegård e Johan Haglund, in grado di scarnificare una calotta cranica con la grazia di un macellaio. Come avrete avuto modo di intuire leggendo queste righe, quella giostrata dai Nostri è una carneficina votata ad un’aggressione pressoché continua, in cui le varietà – specie in sede ritmica – vengono ridotte ai minimi storici e dove la foga è preferita senza mezzi termini alla ragione. Un “frullatone” di sonorità estreme indirizzato ad un pubblico preciso, quello meno avvezzo a scendere a compromessi, utile nel caso si voglia trascorrere una mezzoretta in compagnia del proprio lato più barbaro e omicida. Prendere o lasciare.
P.S.: Da segnalare la presenza di Emperor Magus Caligola, compianto leader dei Dark Funeral, alle backing vocals di “Wanda La Put” e “Ugly Sad”.
