8.0
- Band: SPAWN OF POSSESSION
- Durata: 00:41:33
- Disponibile dal: 31/05/2006
- Etichetta:
- Neurotic Records
- Distributore: Masterpiece
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Oltre tre anni di attesa… ma non si può certo dire che quest’ultima non sia stata ripagata! Sfidiamo infatti chiunque a definire “Noctambulant”, il nuovo parto discografico degli Spawn Of Possession, un lavoro scadente o un passo indietro rispetto al debut “Cabinet”! Non ci sono dubbi, con questo nuovo lavoro il quintetto svedese punta a conquistare il trono del death metal più tecnico e ricercato, dimostrandosi maturo ed ispirato almeno tanto quanto i colleghi Necrophagist e Anata. Rispetto a tre anni fa, c’è molta più melodia nel sound della band, ma, allo stesso tempo, anche molti più cambi di tempo e soluzioni di una difficoltà immane. Pare che i nostri abbiano voluto estremizzare tutti gli elementi della loro proposta ad eccezione della componente aggressiva, la quale – oltre che nelle growling vocals di Jonas Renvaktar – si manifesta ormai quasi esclusivamente nella velocità elevatissima di molte delle ritmiche e in alcuni brevi break prettamente “brutal” death, genere che oggi sembra davvero stare stretto al gruppo. I brani di “Noctambulant” vivono infatti di riff arzigogolati e taglienti, di assoli che si rincorrono e e di arpeggi melodicissimi. Insomma, nel complesso, “Noctambulant” è un album violento soltanto di facciata, perchè se si escludono pezzi come “Dead & Grotesque” o “Eve Of Contempt”, il materiale offerto è assai più incentrato sulla tecnica e sulla melodia che sull’aggressione pura e semplice. Non c’è un solo passaggio veramente groovy all’interno della tracklist, nè un assalto di blast-beat più lungo di una manciata di secondi: tutto è frammentato in piccole schegge concatenate fra loro grazie ad un lavoro in sede di arrangiamento letteralmente spaventoso. Di certo “Noctambulant” non è un album sul quale sarà facile fare headbanging: per intenderci, è assai probabile che durante il suo ascolto vi vengano più alla mente gli Spiral Architect o i Dream Theater piuttosto che i Gorguts, i Demilich e i Cryptopsy! Ma se questo da un lato potrà magari lasciare interdetti i death metal fan più legati alla tradizione, dall’altro potrà affascinare non poco tutti coloro che solitamente sono restii ad avvicinarsi a prodotti provenienti da questa scena. In definitiva, l’unico appunto che ci si sente di fare a “Noctambulant” riguarda la produzione, un po’ troppo fredda per i nostri gusti. Tuttavia, non si fa fatica a comprendere la decisione della band, che deve aver scelto di sacrificare un po’ la potenza per cercare di mettere il più possibile in rilievo i virtuosismi con cui è infarcita la stra-grande maggioranza delle tracce qui incluse. Dunque, i nostri migliori complimenti agli Spawn Of Possession, che sono riusciti ad evolversi senza snaturarsi troppo, confezionando un album che, se ben promosso, potrà davvero farli emergere dall’underground.
