SPEAKING TO STONES – Speaking To Stones

Pubblicato il 13/01/2007 da
voto
6.5
  • Band: SPEAKING TO STONES
  • Durata: 00:51:51
  • Disponibile dal: 27/10/2006
  • Etichetta: Lion Music
  • Distributore: Frontiers

Nuova band per la poliedrica Lion Music, che ancora una volta ci offre un prodotto dalle sonorità interessanti, mai banali, e che getta le basi per l’esplorazione di territori non ancora ben sondati in campo rock. Gli Speaking To Stones, formati appena due anni fa e alla prima produzione con quest’album omonimo, infatti, fanno musica molto particolare: si può parlare di progressive, stando su linee molto generali, ma se proprio vogliamo dare a tutti i costi una catalogazione a quel che dovrebbe fluire libero nelle orecchie e nelle menti degli appassionati di turno (e mai come in questo caso, vista la varietà della proposta!) forse sarebbe il caso di usare un’etichetta come ‘new wave of progressive rock’. La musica della band parte sia dal progressive metal (impossibile non accorgersi della malcelata passione che Tony Vinci, guitarist della band, nutre verso John Petrucci e i Dream Theater in generale) che dal progressive rock (tanto per la melodicità della proposta, spesso difficilmente ascrivibile ad un ambito metal, tanto per le influenze sparse qua e là da band come Marillion, Rush e Porcupine Tree); ma ovviamente c’è molto di più. Durante l’ascolto di “Speaking To Stones” è infatti avvertibile, chiaro e nitido, il feeling del XXI secolo: tutte le tracce del disco sono filtrate da una modernità espressa a chiare lettere, che nondimeno non infastidisce mai, non copre le soavi trami melodiche della band, e getta un ponte tra il progressive ed il new rock, affiliandosi in alcuni momenti a stacchi simili a quelli delle nu metal band più celebri (sì, ma che classe in questo disco nel farlo, dove in altri spesso manca…), alle volte a sonorità che strizzano un poco l’occhio al metalcore, ed alle volte creando anche un collegamento tra questi due elementi e la mainstream music. Partiamo proprio da qui, e da uno dei pezzi migliori del disco: è impossibile non pensare alle ottime melodie della dolce “Waiting For…” senza immaginarsi una heavy rotation su Mtv (che tante volte ha così diffusamente premiato pezzi similissimi ma meno validi), senza però che questo pensiero vada a cogliere un difetto nella canzone, che risulta semplice, orecchiabile, e con un refrain accattivante e chiaro da ricordare, senza però mai risultare banale. Agli altri pezzi del disco è riservato invece il compito di presentare la band, tra riff perfettamente in bilico tra modernità e tempi passati, melodici inserti di synth e assoli al fulmicotone ma comunque ricchi di feeling (davvero tanti complimenti al signor Vinci, un novello Petrucci!). Ecco così molti pezzi che si configurano come potenziali singoli: “Still Life”, “Rescue Me”, “Down” e “My Final Sin” sono tutte track dall’ottimo potenziale, elegantemente costruite per mettere d’accordo il fan del progressive e l’ascoltatore un po’ distratto, riunendo sapientemente in una struttura piuttosto semplice parti di gusto e chorus catchy e difficili da dimenticare. La qualità tende un po’ a scemare nei pezzi finali del disco, cosa che non impedisce comunque, anche grazie ad una produzione cristallina, di promuovere pienamente il disco; non prima, però, di aver affrontato in sede critica il difetto avvertibile durante la maggior parte di questi cinquanta minuti: pur con tutta l’originalità del caso nel provare nuove soluzioni, spesso gli Speaking To Stones hanno calcato troppo la mano sulla componente commercializzabile del gruppo, sì che le canzoni, dopo vari ascolti, tendono tutte ad assomigliarsi troppo tra loro (nonostante, lo ripetiamo, non presentino mai nulla di scontato), generando qualche sbadiglio di troppo, fatta eccezione per l’unica “Shallow”, la sola, in questo senso, ad emergere dal marasma generale. Un difetto, però, che se levigato pian piano ed eliminato opportunamente, saprà portare (intravisto il grande potenziale compositivo e viste le grandissime capacità tecniche dei membri della band) gli Speaking To Stones verso grandi mete. Mentre aspettiamo ecco a tutti voi che state leggendo un disco innovativo e dalle buone qualità, ed un possibile trampolino di lancio verso l’alto: cosa per la quale, sembra scontato dirlo, merita almeno un ascolto e debita considerazione.

TRACKLIST

  1. Still Life
  2. Rescue Me
  3. Waiting For...
  4. Down
  5. My Final Sin
  6. Close To The Sky
  7. Shallow
  8. Nothing
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