7.5
- Band: SPIDERS
- Durata: 00:34:08
- Disponibile dal: 14/02/2025
- Etichetta:
- Wild Kingdom
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Gli svedesi Spiders ci avevano già conquistati nel 2018, all’epoca della pubblicazione del loro secondo disco, “Killer Machine”, un eccezionale concentrato di glam rock e garage che sembrava voler abbracciare tanto gli MC5 quanto i T-Rex. Da allora la band si è presa il tempo necessario per dare un degno successore a quel gioiello, senza correre, ma sfruttando al meglio il proprio tempo, affinando la propria intesa dal vivo e cercando una formula che potesse dare nuova linfa al loro sound senza snaturarlo.
La riposta alla loro ricerca è ancora una volta nel passato remoto della musica rock e “Sharp Object” vede gli Spiders volgere lo sguardo verso altri grandissimi nomi della storia della musica, da Alice Cooper – che ci sembra essere omaggiato fin dalla copertina, simile a quella di “Love It To Death” – per arrivare a nomi come i Fleetwood Mac, i Rolling Stones, Blondie, fino a band più recenti come gli Hellacopters.
La musica degli Spiders è essenziale, chitarre, basso e batteria, senza sovrastrutture o vezzi strani: “Rock ’N’ Roll Band”, posta in apertura, funge da manifesto fin dal titolo; “Sweet Boy” ha un retrogusto anni Sessanta semplicemente irresistibile, con quei cori quasi doo-wop; mentre “What’s Your Game (Miss Insane)”, sembra un punto di incontro tra un pezzo punk e “Suffragette City” di David Bowie. Impossibile non pensare agli Stones, ascoltando “Fun In The Sun”, grazie al timbro di John Hoyles, che in qualche occasione ruba la scena ad Ann-Sofie Hoyles come voce principale; citiamo, poi, “Mess With Emotions”, convincente per la sua carica melodica e che non a caso l’ha fatta diventare un singolo apripista; e infine non possiamo chiudere senza una nota su “Valentines”, con quell’attacco così springsteeniano totalmente inaspettato.
La band suona in maniera convincente, con arrangiamenti essenziali, eppure sempre diversi, mentre la cantante Ann-Sofie si conferma il vero asso nella manica della formazione svedese, grazie alla sua carica dirompente e al suo innegabile carisma.
Forse “Killer Machine” resta leggermente superiore, grazie ad un songwriting più coeso e omogeneo, ma “Sharp Objects” è comunque un disco di alto valore, che conferma le straordinarie potenzialità di questa band: non dovreste proprio farvelo scappare.
