7.0
- Band: SPIKE
- Durata: 00:50:57
- Disponibile dal: 20/11/2006
- Etichetta:
- Demolition Records
- Distributore: Frontiers
Pubblicità progresso. Se fumate troppo (supponiamo in questo caso almeno due pacchetti al giorno) vi riducete come Spike. Ascoltate “It’s A Treat To Be Alive” e capirete di cosa stiamo parlando. Raramente capita di ascoltare una voce così rauca e al limite dell’afono, tanto da farvi bruciare la gola al solo ascolto dell’album, ma il fatto è che questo “It’s A Treat To Be Alive” è un validissimo album di rock senza troppi fronzoli, divertente e capace di intrattenere come pochi. E poco importa se la voce di Spike è preoccupantemente conciata male, perché qui andiamo dal rock a tinte country di “Wins, Ties And Losses” alla oscura “Have A Drink With Me”, che fa gridare al miracolo per quanto musicalmente si avvicini al compianto Jeff Buckley e alle atmosfere del suo capolavoro “Grace”, uno degli album più belli ed influenti degli anni ’90. La cover di “Everyday” degli Slade non fa gridare al miracolo proprio a causa della voce di Spike, mentre i pezzi più rock come “Rise Above” (quasi sleaze rock) o la conclusiva “’7/11 Roses” ci riconfermano la classe di un artista che con i suoi Quireboys e come solista non sembra ricevere la considerazione meritata. Forse il momento più bello e dolce di questo “It’s A Treat To Be Alive” è la ballad “So Far So Good”, dove il nostro divide il microfono con una brava cantante, abile nel creare con Spike una atmosfera malinconica ed evocativa. Qui c’è polvere, passione, una spruzzata di alcool e tanto tabacco (come ricordava un certo Guastardo), tutte usanze tipicamente maschili, che unite a classe e talento confezionano, senza fare gridare al miracolo, un lavoro di tutto rispetto.
