SPIRIT ADRIFT – Chained To Oblivion

Pubblicato il 12/09/2016 da
voto
6.5
  • Band: SPIRIT ADRIFT
  • Durata: 00:47:18
  • Disponibile dal: 12/08/2016
  • Etichetta: Prosthetic Records
  • Distributore: Audioglobe

Spirit Adrift sono la creatura di Nate Garrett, polistrumentista attivo su più fronti nell’underground sludge/doom/hardcore a stelle e strisce. L’esordio su disco è stato preceduto, solo pochi mesi fa, dall’EP “Behind – Beyond”: doom metal piuttosto classico con influenze psichedeliche – a tratti vicine allo stoner – che talvolta sfocia in momenti più tirati e brutali. Rispetto all’EP (composto da due tracce, entrambe di durata superiore ai dieci minuti) sul disco sono proposte canzoni più brevi, scelta che si rivela vincente in termini di qualità del songwriting. Tra i brani migliori del lotto c’è la tripletta iniziale composta da “Psychic Tide”, “Marzanna”, che ha un bel tiro e un sapore leggermente più ruvido e rock (c’è qualcosa di Saint Vitus e The Obsessed) e la seguente “Form and Force”. La title track è, abbastanza sorprendentemente, anche la meno convincente, mentre in chiusura troviamo il brano più complesso e lungo, momento di congiunzione con il precedente materiale. I punti di forza di questo lavoro sono sicuramente l’attenzione per i riff e gli assoli, infatti le trame chitarristiche sono interessanti e godibili, mentre la voce ne è il tasto dolente, in quanto non sempre all’altezza delle composizioni. Il riferimento più immediato, in termini di influenze, sono sicuramente i Pallbearer, ma c’è anche altro: “Chained To Oblivion” contiene materiale di buona qualità e genuinamente sincero, doom metal classico – con tratti epici e buoni spunti melodici – sulla scia di Solitude Gli Aeturnus e 40 Watt Sun, arricchito da soluzioni in grado di regalare una certa dinamicità ai brani ed evitare il cosiddetto ‘effetto monolite’ . C’è qualche lieve pecca ma l’album merita comunque l’attenzione di chi apprezza il lato più vicino all’heavy classico del doom, quello che si rifà più ai granitici Sabbath degli anni ’80 che a quelli leggendari e luciferini della decade precedente. Una scelta in qualche modo coraggiosa, in un periodo nel quale il trend va da tutt’altra parte.

TRACKLIST

  1. Psychic Tide
  2. Marzanna
  3. Form and Force
  4. Chained to Oblivion
  5. Hum of Our Existence
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.