SPIRITS OF FIRE – Embrace The Unknown

Pubblicato il 12/02/2022 da
voto
7.5
  • Band: SPIRITS OF FIRE
  • Durata: 01:04:54
  • Disponibile dal: 18/02/2022
  • Etichetta:
  • Frontiers

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“A Second Chance”: così s’intitola il primo pezzo di “Embrace The Unknown”, secondo lavoro degli Spirits Of Fire. Uno strano scherzo del destino, se vogliamo, quasi a voler rimarcare la nuova possibilità concessa a questo supergruppo dopo l’esordio non così convincente del 2019. Per inciso, parlare di debutto quando di mezzo ci sono personaggi come Steve Di Giorgio, Chris Caffery e Mark Zonder stride abbastanza, ma tant’è. Tre anni fa, infatti, il terzetto di musicisti, insieme a Tim ‘Ripper’ Owens, aveva lanciato il primo omonimo full-length lasciando un pizzico di amaro in bocca, vuoi per una proposta melodica poco ‘sentita’ (quasi da cartellino) vuoi, soprattutto per la prestazione vocale dell’ex Judas Priest. E allora chi chiamare al posto di Tim, in vista del nuovo album? La risposta si chiama Fabio Lione il quale, se da una parte va a mettere il check sull’ennesima collaborazione personale, dall’altra ha portato sicuramente maggior linfa e – doveroso sottolinearlo – una miglior qualità all’intero ensemble. Caratteristica, quest’ultima, da dividersi equamente con il resto della compagnia: più concentrati, più vogliosi diremmo, nel mettersi d’impegno, dando l’ennesima prova delle singole e storiche capacità. Dodici pezzi che, rispetto a quelli inanellati nel primo “Spirits Of Fire”, racchiudono un tasso più elevato in fatto di dinamicità, grinta e tensione emotiva, garantendo una solida colata di heavy metal classico roccioso e ricercato.
Ed uno dei motivi di questo netto miglioramento è da ricercarsi proprio nella prestazione di Lione: nonostante i dubbi della vigilia, infatti, il singer toscano è riuscito a districarsi con esperienza all’interno delle trame intarsiate da Caffery, dando il giusto timbro ai vari episodi, spaziando egregiamente dal terreno fertile costellato dai vocalizzi più acuti a quello arcigno caratterizzato da tonalità grevi e roche. Anzi, visti i rimandi occasionali al suono made in Judas Priest (oltre ovviamente a quelli borchiati Savatage), Lione si è paradossalmente trovato meglio nel ‘dover’ riprendere gli stacchi alla Rob Halford rispetto al suo predecessore. Poliedricità vocale ed interpretativa che si staglia praticamente lungo tutti i pezzi contenuti in “Embrace The Unknown”, supportata a dovere dalla maestria del trio Caffery-Di Giorgio-Zonder i quali si lasciano andare più di una volta in brevi jam session, impreziosendo ulteriormente il singolo brano. Più rocciosa e vivace la prima parte del disco con “A Second Chance” e “Resurrection” a dettare l’energia ritmica, seguiti da “Wildest Dreams”, bollata dall’ariosità tipica del marchio Frontiers e dalla perfetta titletrack. Sezione centrale in cui si fanno notare le interessanti “My Confession” e “Sea Of Change” dove spuntano dei richiami al Metal God da parte di Lione prima di entrare nella sessione finale dell’album con qualche calo d’intensità, ripreso comunque dalla ballad “Remember My Name” e dell’anthemica “Out In The Rain”. A dispetto di una copertina spaccadiottrie, il supergruppo Spirits Of Fire questa volta è riuscito a dare un significato a quello che, spesso, finisce per essere un mero ritrovo tra musicisti di spessore senza poi essere in grado di ripagare le giustificate attese.

TRACKLIST

  1. A Second Chance
  2. Resurrection
  3. Wildest Dreams
  4. Into The Mirror
  5. Embrace The Unknown
  6. My Confession
  7. Sea Of Change
  8. Shapes Of A Fragile Mind
  9. House Of Pain
  10. Remember My Name
  11. Out In The Rain
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