SPIRITUAL BEGGARS – Earth Blues

Pubblicato il 19/04/2013 da
voto
6.5
  • Band: SPIRITUAL BEGGARS
  • Durata: 00:50:08
  • Disponibile dal: 15/04/2013
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: EMI

In tanti anni di ascolto di musica estrema e non, a chi scrive é capitato raramente di imbattersi in una band che sfrutti le doti dei propri cantanti per cambiare pelle in maniera convincente come nel caso degli Spiritual Beggars. Partiti come ensemble dedito ad un heavy psych allucinato con il grandissimo Spice alla voce, i Nostri hanno poi traslato verso uno stoner massiccio e polveroso per venire incontro all’ugola possente di JB e sono ora giunti alla semplificazione estrema del proprio sound per sfruttare appieno le capacità di Apollo Papathanasio. Il nuovo “Earth Blues” si muove infatti su sonorità retro rock che – a livello di influenze – non si spingono mai oltre i mid seventies. La caratura dei musicisti coinvolti nella band fa sì che a livello prettamente esecutivo tutto sia perfetto sin nei minimi dettagli; d’altronde, pochissime formazioni al mondo possono vantare una line up del calibro degli Spiritual Beggars. Michael Amott, Ludwig Witt, Per Wiberg, Sharlee D’Angelo e il già citato Papathanasio mettono insieme un tale bagaglio di classe e di esperienza da poter ridicolizzare tutto e tutti. Proprio per questo con loro occorre essere più esigenti che con altri, perché da loro non é accettabile il compitino ben fatto e nulla più. “Earth Blues” é un buon platter, contiene brani di facile presa, cantabili, non lontani da certi Deep Purple, ma manca quella scintilla necessaria a farli esplodere del tutto. Ad onor del vero, “Earth Blues” é un lavoro piuttosto vario e strutturato,ma rimane il fatto che gli episodi migliori sono quelli più semplici e ficcanti, ad iniziare dall’opener “Wise As A Serpent”, rock adrenalinico da fare invidia a Danko Jones, oppure la successiva “Turn The Tide”, dove Papathanasio gioca a fare il Coverdale della situazione e la musica si struttura su di un hard rock settantiano che però pare suonato dai migliori Skid Row. Il resto dell’album é pesantemente influenzato dai Deep Purple, anche perché Per Wiberg per tutti i cinquanta minuti di durata allestisce un unico grande tributo a Jon Lord, creando fin troppi parallelismi tra i due gruppi. Non vi sono brutte canzoni all’interno del lavoro, però brani quali “Hello Sorrow”, “Kingmaker” (molto debitrice degli Uriah Heep) e la fiacca “Dead End Town” non rendono certo onore agli Spiritual Beggars. “Earth Blues” é un lavoro sincero, adrenalinico e passionale; peccato che Amott e compagnia a nostro parere non ci abbiano prestato la necessaria cura per renderlo veramente indimenticabile. Che i troppi impegni dei vari musicisti coinvolti abbiano inciso negativamente sul songwriting? Certo é che i tempi di “Another Way To Shine” e “Ad Astra” paiono lontani anni luce. Lavoro divertente e nulla più.

TRACKLIST

  1. Wise As A Serpent
  2. Turn The Tide
  3. Sweet Magic Pain
  4. Hello Sorrow
  5. One Man’s Curse
  6. Dreamer
  7. Too Old To Die Young
  8. Kingmaker
  9. Road To Madness
  10. Dead End Town
  11. Freedom Song
  12. Legends Collapse
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