SPIRITUAL BEGGARS – Return To Zero

Pubblicato il 07/10/2010 da
voto
6.5
  • Band: SPIRITUAL BEGGARS
  • Durata: 00:57:04
  • Disponibile dal: 30/08/2010
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: Audioglobe

L’ultimo barlume di vita degli Spiritual Beggars risaliva a “Demons”, episodio ben accolto da pubblico e fan ed ormai datato 2005: gli impegni con gli Arch Enemy di Michael Amott ed il tutto sommato recente abbandono di “JB” Christoffersson non hanno sicuramente giovato alla proficuità della band, impegnata nell’arduo compito di trovare un frontman capace di bissare il successo dei due carismatici ex-singer della formazione. Ingaggiato Apollo Papathanasio dei Firewind, band lontana dall’hard rock/stoner degli scandinavi, sembra ovvio chiedersi come suona questo nuovo “Return To Zero”: passata definitivamente l’era psichedelica degli esordi, distillata l’energia di “Ad Astra” ed iniettata una forte dose settantiana ad “On Fire” e “Demons”, “Return To Zero” è un album che vuole ritornare alle origini di un genere a cui gli Spiritual Beggars tributano il loro amore da quindici anni. Si rimane un po’ spiazzati dai primi ascolti di “Return To Zero”, dove la produzione fortemente retrò e la voluta semplicità di molti pezzi collide prepotentemente con l’impatto delle composizioni a cui il quintetto ci ha abituato con le sue ultime uscite: determinante in più di un’occasione il range vocale espresso da Apollo che, senza risultare un seguace dei suoi predecessori, riesce a trovare il giusto equilibrio tra sentimento e grinta risultando determinante in composizioni come l’acustica “Spirit Of The Wind”, o l’anomala traccia conclusiva “The Road Less Travelled”. Non mancano ovviamente le tracce più dirette e che spopoleranno dal vivo come l’anthemica “Star Born”, o “Coming Home”, classica R&R song tanto semplice quanto efficace, o una traccia come “A New Dawn Rising”, classico brano in cui viene a galla il DNA della formazione. Le atmosfere più cupe e riflessive rimangono appannaggio di brani come l’apripista “Lost In Yesterday”, vivacizzata da ispirati fraseggi solisti di un sempreverde M. Amott, della progressiva “The Chaos Of Rebirth” impreziosita da un convincente stop centrale e da un finale tutto in crescendo, e dalla splendida “Dead Weight”, brano malinconico ed uggioso ben interpretato dalla calda voce di Apollo. L’ascolto prosegue senza troppi intoppi e senza troppi scossoni per quanto riguarda la qualità delle tracce, che si assestano su livelli più che dignitosi: purtroppo si sente la mancanza di qualche brano più energico e trascinante come le granitiche “Left Brain Ambassadors”, “Street Fighting Saviours” o “Throwing Your Life Away” che hanno reso imprevedibili e adrenalinici i precedenti rilasci della formazione. Non si discute sulla bravura tecnica e le capacità artistiche dei personaggi coinvolti in questa band di successo, ma anche dopo numerosi ascolti appare chiaro che questo “Return To Zero” è un disco forse troppo di mestiere e che pur risultando piacevole risulta meno riuscito rispetto ai suoi illustri predecessori: l’atmosfera più rilassata dei brani e la produzione più sobria e meno esplosiva rispetto al passato spegnerà gli entusiasmi di chi ha sempre apprezzato il lato più energico e carico di groove della formazione. Pur con qualche lacuna l’ultimo parto di casa Spiritual Beggars rimane comunque un lavoro più che valido, ispirato e che contiene un buon numero di tracce che non sfigureranno dal vivo a fianco dei classici della formazione: chi adora la band lo faccia proprio senza troppi ripensamenti, per gli altri un ascolto di qualche brano su MySpace è quantomeno consigliato.

TRACKLIST

  1. Return To Zero (Intro)
  2. Lost In Yesterday
  3. Star Born
  4. The Chaos Of Rebirth
  5. We Are Free
  6. Spirit Of The Wind
  7. Coming Home
  8. Concrete Horizon
  9. A New Dawn Rising
  10. Believe In Me
  11. Dead Weight
  12. The Road Less Travelled
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