6.5
- Band: SPIRITUS MORTIS
- Durata: 00:53:16
- Disponibile dal: 11/11/2016
- Etichetta:
- Svart Records
- Distributore: Audioglobe
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Pochi generi sono riusciti a costruirsi una nicchia così adamantina ed imperturbabile di fronte al trascorrere del tempo come il doom metal più classico. Partendo dai dettami insegnati dei padri Black Sabbath e canonizzati poi dagli apostoli Candlemass, Solitude Aeturnus e molti altri, il genere si è rafforzato raggiungendo i quattro angoli del globo. In Finlandia, gli Spiritus Mortis possono vantarsi di essere stati tra i primi esponenti del genere, nel lontano 1987, pur non avendo una discografia particolarmente nutrita, che li vede transitare da un demo all’altro fino all’Anno Domini 2004, in cui viene pubblicato il primo full-length della band. La formazione, dopo essersi arricchita dal 2009 con l’ingresso di un altro veterano della scena, ovvero l’ex-Reverend Bizarre Albert Witchfinder, torna oggi sugli scaffali con “The Year Is One”, che racchiude al suo interno tutte le caratteristiche del genere. Troviamo episodi più energici, come l’iniziale “Robe Of Ectoplasm”, che richiama i Black Sabbath di “Into The Void” e “Sabbath Bloody Sabbath”, oppure “Jesus Christ, Son Of Satan”, che però non risulta altrettanto efficace. Non mancano le divagazioni funeree dal piglio epico, come la buonissima “I Am A Name On Your Funeral Wreath”, né i pachidermici brani tipici del genere, con durate vicine ai dieci minuti, come “World Of No Light”. Questo è forse il tratto che funziona meglio negli Spiritus Mortis e ne è la prova “Holiday In The Cemetery”, lunga composizione che cresce di intensità fino ad un tesissimo finale punteggiato da un organo da chiesa. Purtroppo l’album non è impeccabile e indubbiamente c’è qualche riempitivo di troppo, che rende un po’ altalenante e discontinuo l’ascolto, ma nonostante questo ci troviamo di fronte ad un album ben costruito, che non faticherà a raccogliere consensi tra gli appassionati del genere.
