6.0
- Band: DØDSFERD , MORTOVATIS
- Durata: 00:37:00
- Disponibile dal: 27/04/2010
- Etichetta:
- Moribund Records
- Distributore: Masterpiece
Spotify:
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Ennesima release per la one black metal band greca Dodsferd, che stavolta esce con uno split CD assieme al gruppo underground Mortovatis. Wrath, mente dei Dodsferd, dopo aver realizzato ben cinque full length album ed uno split CD, si cimenta nuovamente con questo tipo di release presentando al pubblico tre brani, di cui due sono inediti mentre il terzo, “You Called It Resurrection, I Call It A Fairytale For Human Parasites Your Kind!” è qui presentato in versione live dopo esser stato inciso sul terzo album della band, uscito nel 2007 ed intitolato “Cursing Your Will To Live”. Possiamo dire subito che il brano live è il migliore di questa release: i Dodsferd dal vivo riescono a riproporre la stessa energia che sprigionano su CD il che, per essere una black metal band, non è una cosa scontata. Le ritmiche dinamiche, quella vena un po’ thrash ‘n’ roll che anima il gruppo greco senza dubbio lo aiuta in sede live, ma il bello è che tutti e tre i brani della release sembrano suonati dal vivo. I due inediti non sono da disprezzare, anche se non sono nemmeno il meglio che abbiamo sentito negli anni dal talentuoso Wrath. La prova di questa band è discreta, i due brani sono molto dinamici, grezzi e violenti come vuole il trademark ormai consolidato dei Dodsferd, ma la qualità dei riff stavolta non è eccelsa. I Dodsferd condividono la release con i Mortovatis: il nuovo progetto solista dello stesso Wrath! Si può proprio dire che questo sia un ‘finto’ split CD perché l’autore in sostanza è sempre lo stesso anche se si presenta con due progetti nemmeno troppo dissimili tra loro. I Mortovatis sono qui presenti con un unico brano dalla durata quasi infinita (quasi venti minuti!): si nota qualche elemento in comune tra I due progetti di Wrath, ma i Mortovatis suonano un black metal che ha dei collegamenti al cosmo, ad atmosfere celestiali e, sebbene il lato black metal sia presente, questo in qualche modo viene messo al servizio dell’atmosfera. In futuro, del resto, non è detto che il progetto non si evolva in musica puramente ambient o industrial/black metal. Il brano presentato in questo split CD non sarebbe male se non fosse per quel suono industrial intermittente che davvero fa spazientire, oltre ad essere per sua stessa natura fastidioso. Sotto questo punto di vista Wrath deve ancora crescere come compositore di musica black metal proiettata nel futuro, ma con i suoi scellerati Dodsferd c’è da divertirsi. Album consigliato a chi segue con interesse questa band e a chi vuole avvicinarsi al personaggio Wrath per la prima volta.
