SPLIT CD – Majestic Downfall Vs Ansia

Pubblicato il 10/04/2008 da
voto
6.0
  • Band: MAJESTIC DOWNFALL
  • Durata: 00:58:19
  • Disponibile dal: //2008
  • Etichetta: Solitude Prod.
  • Distributore:

Majestic Downfall e Ansia: i primi una one man band messicana, i secondi un trio riminese. Strano connubio legato insieme da sonorità doomeggianti. In questo split editato dalla russa Solitude Production trovano spazio tre tracce per ognuna delle sue band. Ad aprire sono i messicani, creatura di Jacobo, che meritoriamente si occupa di tutti gli strumenti e della voce. Il nostro si rifà abbastanza sfacciatamente ai Paradise Lost di “Gothic” e ai My Dying Bride di “Turn Loose The Swans”, quindi lo si trova alle prese con un gothic death doom abbastanza manierista seppure ben fatto. Jacobo è innanzitutto in possesso di un discreto growling, abbastanza profondo ma anche piuttosto intelligibile. Molto spazio è dato alle chitarre, che ripercorrono strade tracciate anni or sono da Gregor Mackintosh, ma non mancano aperture melodiche contraddistinte dalle tastiere. Le tre tracce comunque scorrono via in maniera piacevole ma tutto sommato ci mostrano una band ancora acerba ed un sound innocuo. Voto: 5,5.
Diverso è l’approccio degli Ansia. Innanzitutto le tre composizioni degli italiani sono maggiormente profonde e complesse, tanto è vero che la prima e la terza traccia hanno una durata ben superiore ai dieci minuti. Il doom qui è una componente decisamente radicata, ma che deve incontrarsi/scontrarsi con il black e con inserti ambient piuttosto ben fatti. Particolarità dei nostri è che il singer Ethere (peraltro fuoriuscito dalla band) si esprime in italiano, a sottolineare il rapporto intenso con le proprie origini. Per il resto siamo davanti ad una proposta maggiormente convincente rispetto a quella dei Majestic Downfall: qui, nonostante la produzione non sia brillante, si percepiscono soluzioni più efficaci, frutto di un lavoro di songwriting più profondo e personale. Il doom black degli Ansia è sempre molto atmosferico e soffuso, con chitarra e tastiere a rubarsi i pochi solismi e la voce che ricopre un ruolo marginale rispetto alla musica (il secondo brano è addirittura strumentale). Decisamente un buon esordio per questa band: ora aspettiamo che la line up si assesti e che sfornino qualcosa di nuovo senza coabitazioni forzate. Voto: 6,5.

TRACKLIST

  1. A Birds Departure
  2. In An Ocean Of Fears
  3. A Tear Of Understanding
  4. Part I
  5. Part I I
  6. Part I I I
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