SPOCK’S BEARD – Gluttons For Punishment

Pubblicato il 08/11/2005 da
voto
7.5
  • Band: SPOCK'S BEARD
  • Durata: 01:58:33
  • Disponibile dal: /09/2005
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: Audioglobe

“Gluttons For Punishment” è l’ennesimo live album dei fantastici progster americani Spock’s Beard, ma non è di certo il ‘solito’ live. A parte il titolo (ma che titolo è?), questo album rapresenta la prima prova dal vivo della nuova formazione, senza l’importantissimo ausilio dell’ (ormai) ex mastermind Neal Morse. Come i fan sapranno, Neal Morse è uscito dalla band dopo il capolavoro “Snow” per seguire la vocazione religiosa e la carriera solista, e gli Spock’s si sono ritrovati con il bravo drummer Nick D’Virgilio a ricoprire anche il ruolo di cantante. E sicuramente Nick se l’è cavata più che bene, come dimostrano i due ultimi dischi della band: il primo “Feel Euphoria” di transizione, a causa della ‘botta fresca’, ed il secondo “Octane”, davvero un piccolo gioiello. Ora la prova dal vivo, e chi scrive era davvero curioso di sentire Nick D’Virgilio all’opera sui pezzi scritti (e cantati) da Neal Morse. E qui casca l’asino. Ma andiamo con ordine: il primo disco riporta la suite “A Flash Before My Eyes” nella sua interezza, più “Harm’s Way” e l’intricata strumentale “NWC”. La band è in formissima, i pezzi sono stupendi (eseguiti in modo molto fedele agli originali da studio), la voce di Nick è fantastica, e le dita del bravissimo Rio Okumoto viaggiano sulle tastiere con una perizia che lascia davvero di stucco. Il suo tocco è inconfondibile e soprattutto sapiente. Bravo anche Alan Morse, con il suo particolarissimo tocco (suona la chitarra con le dita, senza il plettro, come Mark Knopfler, per intenderci), abile anche a ‘giocare’ con armonici e feed-back, come aveva dimostrato già da qualche anno. Nel secondo disco cominciano le note dolenti per il cantante. Parliamo di “Et The End Of The Day”, uno dei pezzi più belli estratti dal capolavoro del periodo Morse, intitolato “V” e pubblicato nel 2000. Il confronto con Neal Morse in questo ‘campo di battaglia’ vede quest’ultimo come indiscusso vincitore, ma d’altronde era anche prevedibile. La stessa cosa vale per la conclusiva suite “The Light”, suonata bene ma mal interpretata dal singer. Ma lasciando stare i lati negativi, non dimentichiamo la vera perla del secondo CD: il fantastico assolo di piano di Ryo Okumoto. Chi scrive si è letteralmente sciolto all’ascolto di tale bellezza, un crescendo di emozioni, orchestrate dal tocco magico di questo bravissimo pianista, il quale conferma una volta per tutte la sua classe e la sua innegabile perizia. Che band! Sperando di avere la possibilità di vederli finalmente in Italia, non ci resta che ascoltare e ri-ascoltare questo live, insieme all’altro stupendo live dell’era Neal Morse, intitolato “There & Here”: le due facce di una delle migliori band di progressive contemporaneo, per chi scrive. Attendiamo con ansia le nuove prove da studio, sperando che la qualità possa addirittura superare il già perfetto “Octane”.

TRACKLIST

  1. CD1: Intro
  2. The Ballet Of The Impact
  3. I Wouldn't Let It Go
  4. Surfing Down The Avalanche
  5. She Is Everything
  6. Climbing Up That Hill
  7. Letting Go
  8. Of The Beauty Of It All
  9. Harm's Way
  10. NWC
  11. CD2: At The End Of The Day
  12. The Bottom Line
  13. Ryo's Solo
  14. Ghosts Of Autumn
  15. As Long As We Ride
  16. The Light
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