SPOCK’S BEARD – Noise Floor

Pubblicato il 28/05/2018 da
voto
7.0
  • Band: SPOCK'S BEARD
  • Durata: 01:08:58
  • Disponibile dal: 25/05/2018
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: Sony

Gli Spock’s Beard giungono con “Noise Floor” alla pubblicazione del loro tredicesimo studio album, che segue “The Oblivion Particle”, uscito tre anni fa. Nel frattempo, Jimmy Keegan aveva lasciato la band e per questo motivo è stato richiamato Nick D’Virgilio, che si era separato dal gruppo nel 2011 e che adesso ritorna dietro le pelli, quanto meno in studio, dato che non è ancora certo se potrà conciliare i suoi impegni per accompagnare la band anche dal vivo. A parte, dunque, qualche cambiamento legato alla formazione, si può subito notare qualche ulteriore differenza rispetto all’album precedente: “Oblivion Particle” era infatti stato scritto in maniera preponderante da John Boegehold, che pure ha collaborato nella composizione di qualche pezzo per “Noise Floor” (titolo peraltro che sembra confermare una certa difficoltà della band quando si tratta di trovare un nome ai propri album), ma in misura sicuramente ridotta, dato che un ruolo maggiore hanno avuto stavolta in parte Alan Morse ma soprattutto Ryo Okumoto. Inoltre, i brani hanno avuto una gestazione piuttosto lunga in fase compositiva, ma anche le registrazioni si sono svolte con calma, nell’arco di sette mesi. Non si può dire che si tratti dunque di un disco realizzato in fretta, anzi, al contrario, il tutto è stato fatto in maniera molto rilassata, senza alcuna premura. Tuttavia, a fronte di tanta accuratezza, non ci troviamo in presenza di un disco particolarmente complesso (o, almeno, non come sarebbero capaci di fare gli Spock’s Beard), mentre al contrario si ha l’impressione che la band tenti di essere un po’ più diretta, optando per soluzioni non troppo complicate, che possano arrivare all’ascoltatore anche dopo pochi ascolti. Già l’opener “To Breathe Another Day” (per la quale purtroppo è stato realizzato un videoclip davvero orrendo) è un brano dalla struttura non troppo complessa, con un ritornello accattivante e con influenze che rimandano neanche troppo velatamente a Kansas, Rush e Yes. Un certo sapore degli Yes settantiani si ritrova ad esempio anche in “What Becomes Of Me” o “One So Wise”: proprio quest’ultima è una delle tracce dove la band dà maggiore sfogo al proprio virtuosismo e a ritmiche complesse, così come nella strumentale “Box Of Spiders”, benchè, a dire il vero, la sensazione, in questo secondo caso, è di non trovarsi in presenza di un brano particolarmente ispirato, con soluzioni in effetti anche piuttosto abusate in ambito prog. Decisamente più lineari altre tracce come “So This Is Life”, una canzone melodica e soft, nella quale la band sembra puntare più sull’aspetto atmosferico (peraltro facendo ricorso anche ad un quartetto d’archi) anche stavolta, per la verità, con risultati non entusiasmanti; in tal senso, a tratti, sembrano invece riuscire meglio “Somebody’s Home” e  la più articolata “Have We All Gone Crazy” (che, tra l’altro, è anche la traccia di maggiore durata). Decisamente più convincente è piuttosto, a nostro parere, la conclusiva (a dispetto del titolo) “Beginnings”, dove ancora una volta si possono apprezzare le migliori qualità della band. Curiosamente, è stato poi inserito un ep intitolato “Cutting Room Floor”, comprendente quattro tracce, provenienti dalle stesse sessioni di registrazione di “Noise Floor”, che la band ha ritenuto però di tenere distinto dall’album, come se fosse un disco bonus. Si tratta in effetti di brani che accentuano ulteriormente quella sensazione di cui parlavamo sopra, come se la band si fosse sforzata di proporre brani sempre nel proprio stile, ma puntando ad essere meno complessa e più diretta. C’è spazio anche per un’altra strumentale, “Armageddon Nervous”, in assoluto la traccia più breve con i suoi tre minuti e mezzo, sufficienti però al gruppo californiano per dar vita ad alcuni passaggi strumentali davvero godibili e di elevato spessore tecnico. In conclusione, gli Spock’s Beard sono un gruppo che ha classe da vendere e questo non lo scopriamo certo adesso. Va pure detto, tuttavia, che “Noise Floor” appare un po’ altalenante e non sempre brillante a livello compositivo: parliamo di un buon disco, con momenti assolutamente pregevoli e di sicuro interesse per gli amanti del prog, ma che, tuttavia, non riteniamo possa assurgere ad essere annoverato tra le migliori produzioni nella discografia della band americana.

TRACKLIST

  1. To Breathe Another Day
  2. What Becomes Of Me
  3. Somebody's Home
  4. Have We All Gone Crazy
  5. So This Is Life
  6. One So Wise
  7. Box Of Spiders
  8. Beginnings
  9. Days We'll Remember (Cutting Room Floor EP)
  10. Bulletproof (Cutting Room Floor EP)
  11. Vault (Cutting Room Floor EP)
  12. Armageddon Nervous (Cutting Room Floor EP)
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