SPOCK’S BEARD – Octane

Pubblicato il 27/02/2005 da
voto
7.5
  • Band: SPOCK'S BEARD
  • Durata: 00:58:34
  • Disponibile dal: 27/02/2005
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: Audioglobe

Ennesima release per i prolifici Spock’s Beard, che si presentano con un nuovo platter che tutto sommato riconsegna nuovamente una band in grande stato di forma, capace di muoversi sempre su stilemi che non si ripetono mai di album in album e come sempre dotata di un bagaglio tecnico compositivo di prestigio. Dopo l’intro dell’album, che non sfigurerebbe come colonna sonora di un vecchio arcade da sala giochi (nella fettispecie, sto parlando del mitico “Ghost and Goblins”), bisogna fare attenzione a non farsi trarre in inganno dalla opening “The Ballet Of The Impact”, dove parrebbe tornare fortemente la componente più prog dell’era di Neal Morse. Pezzo di assoluta dinamicità e scorrevolezza, dotato di fantastici passaggi a cascata che si rincorrono tra loro in chiave progressive, ma che rimangono abbastanza isolati nell’album, che invece si caratterizza maggiormente per passaggi più heavy e rock, simili alle ultime produzioni della band, anche se ovviamente non mancano grandi dosi di melodia saggiamente costruita sulle corde vocali del drummer e vocalist Nick DiVirgilio e sulle note di Ryo Okumnoto alle tastiere. Esempio ne è la prima suite dell’album, in cui si susseguono momenti fortemente diversi tra di loro e dove, sul testo che narra di un uomo investito da un camion che vede tutta la sua vita passare come un flash, “A Flash Before My Eyes”, passiamo da stemperati mood acustici a bizzarri momenti di heavy rock dove non solo la musica, ma anche le vocals di DiVirgilio concorreranno a lasciare stupefatti i fan di più vecchia data della band. Le rimanenti cinque canzoni dell’album vedono un’ottima esecuzione strumentale in “NWC”, ricca di passaggi densi di groove e decisamente molto passionali arricchiti ulteriormente da massicce dosi di Mellotron e synth ad opera di Okumoto con basi ritmiche molto varie e dinamiche, facendo di questo pezzo quello che indubbiamente più si avvicina al repertorio fusion prog della band; “There Was A Time” è una ballata carina, mentre “Planet’s Hum” si riaffaccia più sulle distese prog con chitarre e organo a sostenere quasi per intero il pathos di questo pezzo. A “Surfing Down The Avalance” va l’oscar di traccia più sorprendente se vista in chiave Spock’s Beard, ma che a mio avviso segna la grande classe e disinvoltura che viene riposta in un songwriting mai scontato né tantomeno superficiale. “Watching The Tide” e “As Long As We Ride” chiudono l’album regalando dei buoni groove e massicci riff da hard rocker consumati quali non sono, ma decisamente più che riusciti! Tutti coloro che hanno apprezzato “Feel Euphoria” non faranno fatica ad assimilare questo ennesimo bellissimo platter che pur non nasconde abbondanti rimandi al prog e al sinfonico, chi invece ancora sperava in un ritorno a “V” o addirittura a “Beware The Darkness” rimarrà facilmente deluso… a mio modo di vedere senza alcun motivo, perchè comunque questo è un disco che merita!

TRACKLIST

  1. The Ballet Of The Impact
  2. (I) Prelude To The Past
  3. (II) The Ultimate Quiet
  4. (III) A Blizzard Of My Memories
  5. I Wouldn't Let It Go
  6. Surfing Down The Avalanche
  7. She Is Everything
  8. (I)Strange What You Remember
  9. (II) Words Of Forever
  10. Climbing Up That Hill
  11. Letting Go
  12. Of The Beauty Of It All
  13. (I) If I Could Paint A Picture
  14. (II) Into The Great Unknowable
  15. NWC
  16. There Was A Time
  17. The Planet's Hum
  18. Watching The Tide
  19. As Long As We Ride
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