SPOTLIGHTS – Love & Decay

Pubblicato il 11/06/2019 da
voto
8.0
  • Band: SPOTLIGHTS
  • Durata: 00:48:10
  • Disponibile dal: 26/04/2019
  • Etichetta: Ipecac Recordings
  • Distributore: Goodfellas

Terzo album (dopo “Tidal” del 2016 e “Seismic” del 2017) per la formazione fondata dai coniugi Quintero, proseguendo l’ampliamento del loro sound e progetto tutto newyorkese, questa volta sotto l’egida della pattoniana Ipecac. L’innesto in pianta stabile del batterista Chris Enriquez porta “Love & Decay” a poter essere considerato il loro lavoro più completo; o quello, almeno, in cui la consapevolezza del proprio essere diviene perfettamente in grado di offrire il proprio meglio in forma canzone e in forma album. Niente trascinamenti eccessivi, tanto effetto: la personalità sonora del terzetto di Brooklyn appare in tutta la sua forma più matura di malinconia glaciale.
“The Particle Noise” è infatti uno degli esempi – ma ce ne sono davvero molti – di come si può ancora dire la propria in un difficile panorama di genere (comunque relativamente giovane) che sembra però aver già detto tutto. Le derive Deftones (gruppo-padre dei Quintero) arricchiscono la matrice post-metal dei newworkesi, a sua volta inspessita delle sabbie del post-rock, del noise e dello shoegaze. “Far From Falling” amplifica ancora le sonorità, aggiungendo tonalità acustiche, che impreziosiscono maggiormente lo spettro sonoro, sempre mantenendo in primo piano il basso di Sarah, uno dei protagonisti assoluti del sound Spotlights. Con l’ultima “The Beauty Of Forgetting” i pattern elettronici supportano l’arpeggio acustico e l’onnipresente fuzz della Quintero, in un addio di circa undici minuti che riporta immediatamente al tasto re-play, per reimmergersi nelle atmosfere che hanno reso significativo l’ascolto.
Brano imprescindibile per collocare l’album come veramente degno di parole di lode è “Mountains Are Forever”, in cui il doomgaze della band incede con tonalità sludge moderne e personali, intricate di My Bloody Valentine e di Saint Vitus, sempre però ricordando l’appeal contemporaneo del post-rock. La bellezza dell’album è nel suo farsi diretto ed immediato, rumoroso e ruvido tanto quanto sognatore ed evocativo, capace di non annoiare e di risultare coinvolgente per tutta la sua durata. Le dinamiche – nonostante le ipercompressioni canoniche del genere – riescono a risultare interessanti, capaci di tenere alta l’attenzione e di “spaccare” nel momento giusto, oltre a risultare ipnotiche e psichedeliche in altri momenti opportuni. La parabola ascendente della band sembra essere sempre in direzione giusta, dove gusto, efficacia, personalità e ricercatezza giocano le loro carte migliori.

TRACKLIST

  1. Continue The Capsize
  2. The Particle Noise
  3. Far From Falling
  4. Until The Bleeding Stops
  5. Xerox
  6. The Age of Decay
  7. Mountains Are Forever
  8. The Beauty of Forgetting
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