STARGAZER – Psychic Secretions

Pubblicato il 26/01/2021 da
voto
7.5
  • Band: STARGAZER
  • Durata: 00:38:41
  • Disponibile dal: 01/02/2021
  • Etichetta:
  • Nuclear War Now

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Giunti, seppur in sordina, al quarto lavoro sulla lunga distanza, si può ormai dire che gli Stargazer si attestino fra i pilastri del panorama techno-death e avantgarde metal mondiale – circuiti che, tra mille sfumature stilistiche, regalano regolarmente perle discografiche di eccelso livello. Come accennato, il gruppo australiano non ha sinora goduto di grandissima popolarità, forse anche per una precisa scelta personale, tuttavia è innegabile che, con dischi come “A Great Work of Ages” o “A Merging to the Boundless”, esso costituisca il nerbo della migliore musica estrema/d’avanguardia contemporanea, assieme a varie realtà più celebrate. Fra l’altro, il bassista/cantante Damon Good ha prestato il suo basso fretless ad alcune registrazioni dei Blood Incantation e dei VoidCeremony negli ultimi anni, riuscendo quindi a mettere il proprio zampino anche in opere non necessariamente per cultori dell’underground più remoto. Tralasciando comunque le disquisizioni sulla fama e i successi della band, è bene sottolineare come questo nuovo “Psychic Secretions” si presenti con i segni di una maturità artistica ormai consolidata e fedele in tutto a una linea musicale collaudata in anni di studi e approfondimenti: il risultato è la solita tracklist variopinta, avvolta in una resa sonora organica e di chiara derivazione vintage. Da un lato, gli Stargazer continuano ad apparire come una formazione estrema, mettendo spesso in primo piano growling vocals e brusche accelerazioni, tuttavia il vero punto forte del loro songwriting si conferma l’apertura – comunque mai troppo sbandierata – ad altri generi, dal metal classico al progressive più sperimentale, passando per kraut rock e jazz, per mezzo di una continua serie di break e accenni che, senza per forza trasformarsi in arditi tecnicismi, rendono la proposta affascinante e imprevedibile. In particolare, è innegabile come un approccio ‘old school’ e concreto risulti molto importante per il gruppo di Adelaide, il quale nel corso delle proprie composizioni può anche arrivare a offrire finezze particolari e di estrema difficoltà esecutiva, il tutto però senza mai porsi in maniera troppo spocchiosa; quasi sempre, sono i riff e un’indole eroica e arrembante a raggiungere per primi l’ascoltatore, il quale viene avvolto da una proposta che prima di evocare immagini di passeggiate astrali ci tiene a sottolineare la propria essenza heavy metal. Quello squilibrio generato dalle spirali multiforme dei Portal o di realtà affini oggi molto in voga qui insomma non è di casa: lo spirito di sperimentazione emerge immancabilmente, ma i toni sono quelli di una band cresciuta e radicata negli anni Novanta, le cui primarie influenze sono e probabilmente saranno sempre Atheist e Sadus sul fronte death metal e gente come Ved Buens Ende, Pan.Thy.Monium o Master’s Hammer per l’anima avantgarde del sound. Alla base del lavoro risiede un modus operandi nel quale il virtuosismo viene messo a disposizione del controllo di timbro e dinamica, in modo che la composizione possa espandersi senza però che vengano meno le tradizionali qualità metal. Ricerca, armonia e impatto trovano dunque regolarmente posto in ogni brano, per una tracklist che si dimostra sobria e funzionale anche nella sua durata.
Rispetto al precedente “A Merging to the Boundless”, forse mancano un paio di hit e quella vena malinconica che aveva messo le ali a brani come “Old Tea”, ma gli Stargazer sanno sempre come destare l’attenzione nel migliore dei modi. Bentornati.

TRACKLIST

  1. Simulacrum
  2. Lash of the Tyrants
  3. Evil Olde Sol
  4. Star Vassal
  5. Hooves
  6. The Occidental Scourge
  7. All Knowing Cold
  8. Pilgrimage
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