7.0
- Band: STARKILL
- Durata: 00:49:00
- Disponibile dal: 11/04/2016
- Etichetta:
- Prosthetic Records
- Distributore: Audioglobe
Se in Europa c’è la fila di chi ‘vuò fa l’americano’, a quanto pare negli Stati Uniti c’è anche chi segue il percorso inverso: è questo ad esempio il caso degli Starkill, formazione di Chigago assurta agli onori delle cronache nel 2013 grazie a un buon un mix tra le ritmiche power-death dei Children Of Bodom, la velocità smodata dei Dragonforce e gli arrangiamenti sinfonici dei Dimmu Borgir. Raffinata ulteriormente la proposta con il precedente “Virus Of The Mind”, il quartetto capitanato dal cantante / chitarrista / tastierista Parker Jameson mischia un po’ le carte in tavola con “Shadow Sleep” – terzo disco in quattro anni, stavolta licenziato dalla Prosthetic Records -, avvicinandosi ancora più al finnish melo-death di Children Of Bodom e compagnia tastiereggiante (Naildown, Skyfire, Norther, Imperanon, Divercia). Accantonati quasi del tutto i virtuosismi video-ludici a là Herman Li e i retaggi black degli esordi, gli Starkill giocano fin dall’opener “Walk Through Fire” sul classico binomio tra chitarre e tastiere, alleggerendo ulteriormente il sound con un massiccio utilizzo di clean vocals e l’introduzione di voci femminili al punto che pezzi come “Through The Darkness” o “Piece Of Paradise” arrivano a lambire i confini della ‘Nightwish zone’. Preso atto di questo nuovo corso, va riconosciuta ai Nostri la capacità di scrivere brani ficcanti al punto giusto (“Cloudless”, “Into The Grey”, “Razors Edge”, “Captive Of The Night”) e caratterizzati da un buon bilanciamento di potenza, tecnica e melodia, anche se la nuova scelta di campo li penalizza un po’ in termini di personalità, e farà probabilmente storcere il naso ai fan della prima ora. Se ancora non li conoscete e, oltre alle band sopra citate, amate anche formazioni come Sirenia o Amaranthe, probabilmente “Shadow Sleep” potrebbe essere una piacevole sorpresa per scoprire un’ideale via di mezzo.
