STARKILL – Virus Of The Mind

Pubblicato il 15/11/2014 da
voto
7.5
  • Band: STARKILL
  • Durata: 00:45:00
  • Disponibile dal: 20/10/2014
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: Universal

Marketing di nicchia, ovvero adattare l’offerta precisamente a uno o più sub-segmenti, ciascuno dei quali è caratterizzato da poca concorrenza. Partendo da questa definizione – applicabile ad ogni tipo di mercato, ivi compreso quello musicale  -, potremmo sintetizzare il successo ottenuto in tempi recenti da formazioni come Dragonforce, Amaranthe o, in misura minore, i qui presenti Starkill. Ad un solo anno di distanza dal convincente debutto “Fires Of Life”, il quartetto originario dell’Illinois torna con una formazione rimaneggiata per metà – anche se il peso specifico del chitarrista ritmico e del bassista è infinitesimale rispetto a quello del mastermind Parker Jameson, capace di indossare allo stesso tempo le maschere di Alexi Lahio, Herman Li e Shagrath -, e con un nuovo disco, sempre sotto l’egida della Century Media. Limate le (poche) asperità degli esordi, “Virus Of The Mind” parte subito forte con “Be Dead Or Die” – un omaggio/parodia agli Iron Maiden? -, grazie ad un intro sinfonica che diventa poi la linea melodica di un pezzo sparato a velocità fotonica (il batterista, ad un ipotetico anti-doping, rischierebbe la squalifica per eccesso di trigger), per poi proseguire su coordinate sonore parzialmente inesplorate. Pur restando fedeli al loro trademark extreme symphonic finnish melodic death – inteso come un mix tra la tamarraggine power-death dei Children Of Bodom, il funambolismo videoludico dei Dragonforce e la magniloquenza hollywoodiana dei Dimmu Borgir -, i Nostri variano l’utilizzo di una formula altrimenti un po’ ripetitiva con l’inserimento di clean vocals (“Winter Desolation”, a tratti vicina agli Amorphis), ritmiche marziali (la title track), pianoforti e chitarroni ai limiti del love metal (“Before Hope Fades”), duelli epici in stile Ensiferum con dei Terminator al posto dei vichinghi (“Into Destiny”), sfuriate pacchian-black (“God Of This World”), e sbrodolate swedish death degne dei migliori Arch Enemy Mark II (“My Catharsis”). Il pubblico americano, per ovvi motivi meno avvezzo alle sonorità scandinave, non mancherà di apprezzare, ma anche il più smaliziato metallaro europeo, a patto di accettare di trovarsi di fronte ad un Reaper in formato Playmobil, avrà di che divertirsi.

TRACKLIST

  1. Be Dead or Die
  2. Winter Desolation
  3. Breaking the Madness
  4. Virus of the Mind
  5. Skyward
  6. Before Hope Fades
  7. Into Destiny
  8. God of This World
  9. My Catharsis
  10. Convergence
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