STEEL PROPHET – Book Of The Dead

Pubblicato il 26/03/2001 da
voto
6
  • Band: STEEL PROPHET
  • Durata:
  • Disponibile dal: //2001
  • Etichetta:
  • Distributore: Audioglobe

Album numero otto per gli Steel Prophet, band americana che dal 1992 tiene alta la bandiera del metal nella sua forma più classica. Purtroppo questo “Book Of The Daed” rappresenta un mezzo passo falso, sommato ahimè al precedente inutile “Genesis”, che conteneva alcune cover e il primo demo del gruppo. Sin dalle note della prima canzone, “When Six Was Mine”, gli Steel Prophet manifestano il loro voler rendere più oscuro e introspettivo il filone generale di tutto il lavoro, diminuendo così il tipico sound roccioso e d’impatto che, specialmente con l’album “Messiah”, li aveva resi famosi. Nonostante l’arrivo del nuovo chitarrista Jim Williams, proprio le sei corde rimangono in secondo piano per tutti i quasi quarantuno minuti dell’opera e lasciano a Rick Mythiasin la responsabilità di mantenere alto il livello delle canzoni. Ed è proprio la sua voce, meravigliosa e squillante come sempre, ad essere il punto forte della band nonostante da sola non riesca a salvare quella sensazione di già sentito che mi pervade durante l’intero ascolto. “Book Of The Dead”, come spiegatomi da Mythiasin stesso, parla delle varie sfumature che la natura umana assume, viste nel senso più oscuro: queste diversità si riscontrano specularmente nei singoli pezzi. “Escaped” è una tipica metal song che molto deve agli Iron Maiden, canticchiando il riff di chitarra vengono subito in mente le note di “The Trooper”, mentre “Phobia” è uno stupefacente pezzo Thrash (ma nulla ha a che vedere con l’omonima song dei Kreator, nda). “Burning Into Blackness” è una power-ballad, per chi scrive il brano più convincente del disco, contrariamente ad “Anger Seething”, un mid-tempo molto groovy. Una nota di merito non la si può togliere al batterista Karl Roqvist, che non perdendosi in inutili virtuosismi mostra un drumming preciso, essenziale e potente. In un panorama ormai saturo di uscite power-classic questo album sicuramente non farà gridare al miracolo, rimane anzi piuttosto anonimo nonostante sia stato prodotto da una “certa” Nuclear Blast. Mi dispiace davvero non poter promuovere a pieni voti “Book OF The Dead”, perché gli Steel Prophet sono una band che ho apprezzato moltissimo nel passato e apprezzo tuttora nonostante una piccola fase di acciacchi, speriamo temporanei. Forza ragazzi, le vostre potenzialità sono ben altre, confido in voi!

TRACKLIST

  1. When Six Was Nine
  2. Tragic Flaw
  3. Escaped
  4. Soleares
  5. Church Of Mind
  6. Burning Into Blackness
  7. The Chamber
  8. Locked Out
  9. Ruby Dreams (Faith and Hope)
  10. Phobia
  11. Anger Seething
  12. Oleander
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