STEEL PROPHET – The God Machine

Pubblicato il 23/04/2019 da
voto
7.5
  • Band: STEEL PROPHET
  • Durata: 00:41:01
  • Disponibile dal: 26/04/2019
  • Etichetta: ROAR! Rock Of Angels Records
  • Distributore: Audioglobe

Gli Steel Prophet sono una band speciale, di quelle in grado di marchiare il proprio nome nell’olimpo dell’heavy metal di scuola statunitense. Attivi fin dal lontano 1983, proprio nel pieno della loro ascesa, lanciati da un paio di grandi dischi come “Dark Hallucinations” (1999) e “Messiah” (2000), due lavori che ancora oggi sono dei capisaldi di un US power suonato in un certo modo, e supportati dalle fulgide ali della Nuclear Blast, qualche problema di line-up ne ha segnato un lento declino fino ad accompagnare la band verso una lunga pausa durata ben dieci anni. Il colpo decisivo è arrivato con l’abbandono dello straordinario cantante Rick Mythiasin, una di quelle voci che non capitano tutti i giorni. Dopo il ritorno in pista arrivato nel 2014 con  “Omniscent”, full-length capace di convincere fino ad un certo punto, ora gli Steel Prophet si rifanno vivi col nuovo “The God Machine”, lavoro che segna una nuova rinascita visto l’ingresso in formazione del singer R.D. Liapakis già nei Mystic Prophecy e Devil’s Train. Non solo US power ed heavy metal in questo disco; nei nuovi brani composti dal leader e chitarrista Steve Kachinsky compaiono elementi hard rock ben evidenti, mai sentiti prima, ed esaltati dall’ugola più piena e meno aggressiva del nuovo frontman. Brani come “Dark Mask (Between Love And Hate)” e “Damnation Calling” mostrano questa nuova strada scelta dalla band ed il risultato è senza dubbio soddisfacente. Ma l’heavy ricercato e di classe che ha contraddistinto la carriera del Profeta d’Acciaio non è scomparso, anzi. Il gruppo losangelino dimostra di non aver perso lo smalto di un tempo e ci propone alcune bordate metalliche degne del nome che porta e capaci di esaltare i seguaci dell’acciaio fumante. La titletrack apre le danze con ritmi furiosi ed un riffing aggressivo fino ad un refrain melodico. La successiva “Crucify” non è da meno e mostra tutte le influenze della scena NWOBHM e di band come Maiden e Saxon mentre l’oscura “Fight, Kill” è un vero inno di heavy metal cupo e ‘in your face’. “The God Machine” è un disco che apre una nuova era per la band californiana. Meno aggressivi di un tempo ma ancora capaci di graffiare; forse gli Steel Prophet sono pronti a riprendersi, almeno in parte, quello che gli sarebbe sempre spettato!

TRACKLIST

  1. The God Machine
  2. Crucify
  3. Thrashed Relentlessly
  4. Dark Mask (Between Love And Hate)
  5. Damnation Calling
  6. Soulhunter
  7. Buried And Broken
  8. Lucifer – The Devil Inside
  9. Fight, Kill
  10. Life = Love = God Machine
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