6.0
- Band: STEPHEN PEARCY
- Durata: 00:35:46
- Disponibile dal: 09/11/2018
- Etichetta:
- Frontiers
Sebbene i Ratt siano tornati sulle scene con una nuova formazione, la carriera solista di Stephen Pearcy non rimane accantonata e, anzi, torna a breve distanza dal precedente “Smash” con un nuovo full-length, il quinto. Già per lo scorso album era parso lampante il desiderio di Pearcy di tornare al buon vecchio sound degli anni Ottanta e, in questo senso, “View To A Thrill” non delude le aspettative. Il cantante, unite le forze a quelle del chitarrista Erik Ferentinos, ci regala una manciata di canzoni dirette e semplici, che pescano a piene mani da tutti i cliché del genere, con in più un certo taglio a là James Bond ripreso dalla copertina e dai testi delle canzoni.
Anche questa volta, e forse ancora più che in “Smash”, Stephen Pearcy non si prende alcun rischio, è consapevole che il suo pubblico vuole questo: “I’m A Ratt”, chiosa il cantante in uno dei nuovi brani senza troppi fronzoli, e questo è quanto.
Una volta messi in chiaro gli intenti, quello che dovrebbe fare la differenza sono le canzoni, ma anche in questo caso ci sembra che “View To A Thrill” mostri il fianco alle stesse argomentazioni mosse per il precedente lavoro. Le canzoni sono lineari, fatte con mestiere e professionalità, certo, ma anche prive di particolari guizzi di interesse. Non è un caso che le undici composizioni superino di poco la mezz’ora complessiva di durata, il minimo indispensabile per portare a casa il lavoro.
Non ci sono particolari tonfi nella tracklist di “View To A Thrill” e, indubbiamente, qualche spunto di interesse lo si può certamente trovare, a partire dalla spensierata “Malibu”, passando per l’efficace “One In A Million”, che potrebbe tranquillamente trovare posto in un album di Alice Cooper. La maggior parte degli episodi, invece, scorre senza graffiare, raffreddando rapidamente l’entusiasmo.
Ancora un capitolo interlocutorio, dunque, che però non ci toglie la speranza di poter godere ancora di un buon album di fine carriera, magari proprio con i Ratt. Non ci resta che attendere e vedere cos’avrà in serbo una vecchia volpe come Stephen Pearcy.
