7.0
- Band: STIGMHATE
- Durata: 00:48:49
- Disponibile dal: 22/06/2014
- Etichetta:
- Bakerteam Records
- Distributore: Audioglobe
Con il nuovo “Zodacare Od Zodameranu” si può dire che i vicentini Stigmhate si siano confermati in maniera definitiva. Dopo l’inaspettato e devastante “The Sun Collapse”” non era francamente facile ripetersi su ottimi livelli, ma con questa quarta release gli Stigmhate ce l’hanno fatta. La band ha raggiunto un livello ragguardevole, sanno ormai perfettamente come debba suonare il loro black metal e per questo motivo anche stavolta la produzione è potente e pulita grazie ad un sound impeccabile. Per creare la giusta atmosfera ci pensa il riffing calzante e melodico delle chitarre che viaggiano quasi sempre ad altissime velocità, come nell’ottima opener “The Third Obsidian”. Lo stile degli Stigmhate ricorda molto da vicino i lavori forgiati in passato dalla fucina scandinava, svedese in particolare, a cominciare dai Dark Funeral. Non a caso su questo CD figura come special guest proprio l’ex cantante Nachtgarm. Per aprire un ponte verso gli inferi la scelta dell’opener non poteva essere migliore di quella fatta. Si prosegue con “Ave Averno In Genesi Nema”, uno dei brani più convincenti della release grazie al suo grande pathos creato dai riff di chitarra che si rincorrono di continuo. Il riffing d’apertura è davvero demoniaco e tutta la canzone gode di un’ottima, vorticosa trama. La band è brava ad alternare diligentemente parti velocissime a brevi rallentamenti. Non mancano persino i passaggi thrash oriented con assoli di chitarra e brevi fraseggi arpeggiati che ben presto si trasformano in una base distorta robusta e cadenzata, come in “Mistress Of Bone’s Mounds”. Gli Stigmhate sanno come valorizzare il proprio black metal e portarlo ad un livello più che discreto, basti pensare ad “Adamas Ater”, dove l’atmosfera viene creata in massima parte da un riff vincente lasciato suonare da solo per esser poi ripreso e supportato da tutti gli altri strumenti in un crescendo da manuale. D’accordo, si tratta di piccoli e vecchi espedienti, ma se fatti con testa sanno ancora regalare ottimi risultati. La parte centrale del CD è quella più brutale, dai riff oscuri e ritmi forsennati, ma i Nostri convincono di più quando si lasciano andare a melodie taglienti, come nell’ottima “May The Cursing Be”, dove viene ripreso e rispolverato alla grande, consapevolmente o meno, lo stile svedese già citato in precedenza. L’album, inoltre, nonostante l’elevato numero di brani cattura l’attenzione dell’ascoltatore sino alla fine. In conclusione, si può dire che “Zodacare Od Zodameranu” è un buonissimo album black metal, ma non gode dell’effetto-sorpresa del suo predecessore “The Sun Collapse”, che aveva fatto fare agli Stigmhate un vero salto di qualità. Grazie a questo album comunque la band si è confermata su quei livelli. Cosa non da poco.
